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Pubblicato il 07 Aprile 2009

TERREMOTO A L'AQUILA: LA LETTERA DI ALESSANDRO GASSMAN

Ce la faranno, sono sicuro che gli abruzzesi, persone chiuse ma forti, ce la faranno a superare questo momento gravissimo. Oggi sono ad Avellino con il mio spettacolo, "La parola ai giurati", prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo, a L’Aquila, del quale sono direttore.

Il primo pensiero che mi affiora nel cuore è di grande affetto e amicizia per gli abruzzesi che, ne sono convinto, riusciranno a rialzare la testa da questo terribile momento. Io sono con loro, vicinissimo a loro. Mia moglie ieri sera era a L’Aquila, il mio caro amico Federico Fiorenza, ex direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, sta vivendo un momento difficilissimo, il mio macchinista Mauro è qui con me a lavorare in teatro. E sa di aver perso la casa. Lui per me è l’immagine stessa dell’abruzzese: il montanaro onesto. Dobbiamo tantissimo a questi tecnici dello spettacolo che lavorano senza risparmiarsi, che danno tutto. Anche nei momenti più difficili. Mi ha chiamato il guardiano del Teatro. Piangeva, lui abitava lì da una vita.

Molte altre persone che conosco hanno perduto la casa. Ecco, io sono vicino a tutti loro e sono vicino al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e al presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi, che stanno facendo un lavoro eccezionale, e a tutti gli abruzzesi.

In un momento come questo un artista, come me, si sente inutile, ma so anche che il giorno nel quale L’Aquila potrà tornare a teatro, a godere di cultura e svago, ecco, in quel momento sarà rinata. Ma tutto questo potrà avvenire solo dopo la messa in sicurezza di chi in questo momento ha bisogno di aiuto. Siamo di fronte a un dramma dalle dimensioni oltre l’immaginabile, forse tutto è anche più grave di quello che si riesce a vedere in televisione, molte case infatti, mi hanno spiegato, sono lesionate internamente, sono come implose. Il centro storico dell’Aquila è stato devastatato. Io ho dato subito la mia disponibilità al sindaco: tutto quello che potrò fare lo farò. Purtroppo al momento è molto poco.

Abbiamo pensato, qui dove siamo con la compagnia, nel bel teatro Carlo Gesualdo di Avellino, di interrompere la tournée di "La parola ai giurati", del quale sono attore e regista, di farlo per rispetto. E invece no, andremo in scena. Perché anche  se il Teatro d’Abruzzo è ferito, la produzione dello stabile è qui con noi, con lo spettacolo e con le duecentocinquanta repliche che siamo riusciti a fare. Spero che questa sia la bandiera del rilancio e della rinascita.

Mi riprometto presto, prestissimo, prima del prossimo inverno, di portare uno spettacolo in piazza a L’Aquila, con una tenda. Pensavo di contattare gli stessi con i quali mio padre Vittorio, tanti anni fa, organizzò un grande spettacolo sotto una tenda. E spero di far divertire un paio d’ore gli abruzzesi, perché questo segnerà il ritorno alla vita civile.

 

Il direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo

Alessandro Gassman