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Pubblicato il 04 Luglio 2012

SONO INIZIATI I LABORATORI DI "TROILO E CRESSIDA"

Sono arrivati da tutta Italia i partecipanti ai laboratori teatrali del TROILO E CRESSIDA proposto dal Teatro Stabile d’Abruzzo nell’ambito del progetto "I Cantieri dell’Immaginario", circa quaranta giovani vivranno a L’Aquila in questo mese di luglio una esperienza formativa straordinaria che li porterà in scena, sotto la guida di Alessandro Preziosi, direttore del TSA e con le parole di Shakespeare, nel centro storico distrutto.

"I Cantieri dell’Immaginario" è un progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di L’Aquila, finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e realizzato da tutte le Istituzioni Culturali cittadine al fine di animare strade e piazze silenziose e disabitate. I laboratori, gli incontri, gli spettacoli riporteranno nella cosidetta "zona rossa" artisti e spettatori che vivranno la magia dei colori, dei suoni e delle parole nello scenario di palazzi, chiese e monumenti danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.

Tutti i giorni, per tutto il giorno, si lavora con entusiasmo e determinazione con
Andrea Baracco per la recitazione, Luca Ventura per il movimento scenico, Marta Crisolini Malatesta per le scenografie, Silvia Polidori per i costumi e Tommaso Mattei per la drammaturgia.
Al termine dell’attività laboratoriale verrà proposta, dal 27 al 29 luglio, la messa in scena in forma di spettacolo itinerante "Troilo e Cressida" che è tra le commedie meno conosciute di W. Shakespeare, ma che, in realtà, è tra le più attuali.

"In Shakespeare c’è tutto e tutto è molto resistente" notava Luigi Squarzina in un celebre allestimento del ’64. L’opera viaggia su un doppio binario: da un lato racconta la storia d’amore tra il figlio minore del re di Troia e la figlia di Calcante (l’indovino che, dopo aver presagito la caduta di Troia, passa dal campo troiano a quello greco), dall’altro rappresenta un’analisi lucida e potente della guerra. Tema dominante è l’identità, il recupero dei valori della memoria e della dignità di un popolo attraverso la straordinaria metafora delle rovinose circostanze dell’assedio di Troia ed insieme un atto di accusa ad ogni conflitto e alle funeste e laceranti conseguenze delle sfrenate passioni umane.