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Pubblicato il 10 Maggio 2011

SHAKESPEA RE DI NAPOLI PER LA STAGIONE TEATRALE AQUILANA

TEATRO STABILE d’ABRUZZO COMUNE DI L’AQUILA
In collaborazione con ASSOCIAZIONE TEATRALE ABRUZZESE MOLISANA
Stagione Teatrale Aquilana 2010/2011

RIDOTTO DEL TEATRO COMUNALE
Domenica 15 maggio ore 17,30 Turno B
Domenica 15 maggio ore 21,00 Turno A
SHAKESPEA RE DI NAPOLI
di Ruggero Cappuccio
regia Ruggero Cappuccio
musiche Paolo Vivaldi
costumi Carlo Poggioli
luci Michele Vittoriano
con Lello Arena, Claudio Di Palma

Chiusura in grande stile per la Stagione Teatrale Aquilana organizzata dal Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con l’ATAM: Lello Arena e Claudio Di Palma portano in scena Shakespea Re di Napoli, la pièce più famosa e rappresentata del drammaturgo e regista Ruggero Cappuccio, domenica 15 maggio, alle ore 17.30 e alle ore 21.00, presso il Ridotto del Teatro Comunale.

 

 

In Shakespea Re di Napoli l’enigma dei sonetti scespiriani si addensa nelle parole di Desiderio e Zoroastro, protagonisti incredibili di una storia in cui le antiche suggestioni legate a Willie Hughes, l’attore fanciullo del teatro elisabettiano, sfociano in un racconto che per una pura intuizione poetica pone le radici nella natura dei Sonetts.
Il napoletano barocco e la longevità di quest’opera testimoniano la mera apparenza della sua difficoltà comprensiva e l’assoluta prevalenza del linguaggio sulla lingua in un testo dalla drammaturgia delicata e robusta insieme.
Nella messinscena, la straordinaria musicalità della lingua di Shakespeare viene assimilata alla grande vocazione lirica della cultura letteraria del barocco napoletano. "Il senso del suono – sottolinea Cappuccio – diviene quasi suono dei sensi, dell’inesausto intreccio di endecasillabi e settenari. Sullo sfondo, una misteriosa notte di Carnevale, un castello, un vicerè, due storie e l’ombra di Shakespeare, passioni incandescenti, agonizzanti silenzi, violente rinascite delle parole, ferita impietosamente nella sfida con l’autore, il genio, la bellezza e la morte, che dal vicino mare limpido e putrescente esala il brivido presago della peste".

Subito accreditata come una delle maggiori espressioni teatrali contemporanee, l’opera di Cappuccio è pubblicata da Einaudi editore dal 2002 ed ha collezionato fin dalle prime repliche i più importanti riconoscimenti nazionali come il Premio Speciale per la Drammaturgia Europea (1994), il Biglietto d’oro AGIS (1994), il Premio Fondi La Pastora (1994), quello dell’Istituto Internazionale del Teatro e del Piccolo Teatro di Milano (1995), il Premio Media Sviluppo e Sostegno all’industria cinematografica europea (2000) e il Premio Opera Imaie (2007).
Per info 0862 410956 348 5247096