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Pubblicato il 30 Gennaio 2006

NON TI PAGO IN SCENA A L’AQUILA

Venerdì 3 febbraio ore 21,00 turno A
Sabato 4 febbraio ore 16,30 turno C
Sabato 4 febbraio ore 21,00 turno B
Domenica 5 febbraio ore 16,30 turno D

NON TI PAGO
di Eduardo De Filippo
Diretto e interpretato da Luigi De Filippo

Non ti pago è una delle più riuscite e divertenti commedie di Eduardo De Filippo.
Andata in scena per la prima volta l’8 dicembre 1940 al Teatro Quirino di Roma, fu interpretata dai due grandi fratelli Eduardo e Peppino ed ebbe subito un clamoroso successo.
Pur attento alle esigenze di rinnovamento richieste da un testo di 64 anni fa, Luigi De Filippo non si sogna di uscire dal solco di una tradizione ormai cristallizzata e non abbandona una macchina teatrale collaudata. Siamo in piena farsa, divertente e cattiva, appartenente alla fase iniziale della produzione migliore dei De Filippo; nella commedia sono raccolti i temi delle dinamiche familiari attraversati dalla surreale disputa su chi abbia diritto di ricevere i numeri buoni al lotto. La commedia, divisa in tre atti, copre lo spazio di un mese, periodo in cui sono condensati una sequela di dispute a metà tra l’avvocatesco e il metafisico, in cui anche i morti sono convocati per dar conto delle proprie azioni.
La trama è la seguente: Ferdinando Quaglialolo, gestore di un botteghino di banco lotto a Napoli,gioca con accanimento ma non indovina mai un numero vincente. Al contrario,il suo impiegato Mario Bertolini, interpretando casualità e sogni, vince sempre; anzi, un bel giorno gli capita persino di vincere una ricca quaterna datagli in sogno proprio dal defunto padre del suo datore di lavoro.
Indispettito a questo ennesimo colpo di fortuna del suo dipendente, Ferdinando Quaglialolo si rifiuta di pagargli la vincita e trattiene la giocata sostenendo che quella fortuna in realtà spetta a lui.
Il defunto padre, venendo in sogno a Bartolini ha commesso un involontario errore di persona, perché Bartolini abita proprio nella stessa casa dove un tempo abitava Ferdinando quando il padre era ancora in vita. Lo sviluppo della divertente commedia è nei vari tentativi di Ferdinando a convalidare questa tesi. Quindi litigi e contrasti, fino alla felice conclusione finale.
Il protagonista della commedia, don Ferdinando, è un personaggio ambiguo, sempre sul limite incerto fra passione e ragione, fra buona fede e opportunismo, tra follia e simulazione, sogno e realtà.
Nel teatro di Eduardo è uno dei personaggi più paradossali, tra i più originali e pirandelliani.