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LETTURA CLANDESTINA IN SCENA A L’AQUILA

Per la Stagione Teatrale Aquilana, organizzata dal Teatro Stabile d’Abruzzo, va in scena, mercoledì 24 gennaio, alle 21.00, giovedì 25 gennaio, alle 17.30, e venerdì 26 gennaio, alle 21.00, Ridotto del Teatro comunale, LETTURA CLANDESTINA, La solitudine del satiro di Ennio Flaiano, con Fabrizio Bentivoglio e Ferruccio Spinetti al contrabbasso, coordinamento artistico e distribuzione a cura di Elena Marazzita. Una produzione AidaStudio Produzioni in collaborazione con Bubba Music.

Il progetto nasce da un’idea di Fabrizio Bentivoglio, che così lo spiega: Pochi mesi prima di morire, ma era da qualche anno che ci pensava, Flaiano aveva cominciato a raccogliere in una cartella dal titolo autografo La solitudine del satiro, alcuni articoli, con l’intento di approntare un libro che potesse servire per «riuscire a sbrogliare il filo della nostra vita italiana, capire perché in Italia la linea più breve tra due punti è sempre l’arabesco» così dichiarò in un’intervista dell’aprile del 1972, parlando del libro a cui stava lavorando e che sarebbe stato il suo primo ad essere pubblicato postumo. L’intento della messa in scena è, attraverso lo sguardo di Flaiano su quell’Italia di cinquant’anni fa, poter sbrogliare il filo della nostra vita italiana e arrivare a capire meglio anche questa Italia di oggi”.

Facitore proverbiale di aforismi tra i più evocati, Ennio Flaiano è stato protagonista di primissimo piano della vita intellettuale italiana, soprattutto in quel periodo fecondo che dalla fine della guerra attraversa il boom economico e porta fino alla fine degli anni Sessanta. Molto citato, ma quanto realmente conosciuto?
I suoi motti, che ancora oggi punteggiano i social network come gli articoli di giornale, hanno decostruito meticolosamente la società italiana di quel periodo, per raffigurarne con intento satirico i (molti) vizi e le (poche) virtù.
Scomparso prematuramente, non ebbe modo di trasportare oltre la propria statura di laico moralista, oggi citata sì ma poco nota, anche perché di quel tipo di intellettuale si sono perse le tracce al giorno d’oggi.Lettura clandestinarestituisce alcuni tra gli innumerevoli articoli che Flaiano scrisse per giornali e riviste per raccontarne la figura, e tramandare fino al presente la figura di un uomo che come pochi altri ha saputo raccontare l’Italia per ciò che, incredibilmente, ancora oggi è.

Per ulteriori informazioni: Botteghino 0862.410956 o 348.5247096
e-mail
botteghino@teatrostabile.abruzzo.it