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Pubblicato il 17 Agosto 2011

LA COMMEDIA DELL'ARTE A MOSCUFO

Per la rassegna "Maskere, Festival della Commedia dell’Arte", va in scena a Moscufo, in Piazza Umberto I, mercoledì 17 agosto, ore 21.30, ingresso libero, la nuova coproduzione del TSA, con il Teatro del Sangro, "L’Avaro" da Molière, uno spettacolo di Stefano Angelucci Marino, con Tommaso Bernabeo, Rossella Gesini e Stefano Angelucci Marino.
Lo spettacolo realizzato con la preziosa collaborazione della Provincia di Pescara – Assessorato alla Cultura, fa parte del "Progetto Abruzzo" che vede il Teatro Stabile d’Abruzzo incubatore e partner delle realtà più prestigiose e dinamiche del panorama teatrale abruzzese.
"Non si entra in Molière senza conseguenze -ci racconta il regista – Oggi come non mai la lezione di Molière è attuale, la sua capacità di penetrare il male in tutte le sue forme (sociali e psichiche), facendo ricorso alle armi della satira e della comicità. Molière ha utilizzato il comico come dispositivo per raccontare la violenza del mondo.
"L’Avaro" di Molière riesce magistralmente a ridicolizzare all’estremo l’avarizia e la totale mancanza di sentimenti del vecchio Arpagone rendendole, soprattutto nelle scene in cui sono poste a confronto con gli impeti giovanili del figlio Cleante, drammaticamente amare.
Il tema dominante è quello del possesso, dell’avere. Tutto può essere trasformato in denaro, anche i figli, gli amici. Una vera passione devastatrice che soffoca ogni sentimento e annulla la coscienza.
Ancora una volta il gioco è l’amorevole massacro della Tradizione. Non "mettere in scena", ma "mettere in vita" un testo antico: resuscitare Molière, non recitarlo. La tecnica della resurrezione parte dal fare a pezzi, disossare e così in questo "Avaro" Angelucci Marino ha alternato scrittura e ri-scrittura, seguendo e deformando lo scheletro del testo originario; ne esce fuori uno spettacolo ambientato in un settecento abruzzese, in un equilibrio carico di tensione scenica, tra realismo e visionarietà.
L’operazione registico-drammaturgica, giocata tra re-invenzione, maschere della commedia dell’arte e burattini tradizionali, è consistita nel prendere questo classico della letteratura teatrale europea e rivisitarlo con rispetto e rigido scrupolo, ma anche con una tranquilla impudenza inventiva, rimescolando impavidamente squisitezze settecentesche e miserie quotidiane.
Già da un decennio il Teatro del Sangro incentra una parte importante del proprio lavoro artistico sul recupero e la re-invenzione delle maschere e delle tecniche di Commedia dell’Arte. L’incontro con i burattini a guanto tradizionali (le Guarattelle) diventa quindi una tappa importante sullo sviluppo del lavoro artistico che la compagnia porta avanti nei propri spettacoli, cercando di combinare in una proposta originale i codici "parenti" del teatro d’attore,della commedia dell’arte e del teatro tradizionale dei burattini".