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Pubblicato il 15 Aprile 2011

"ITE, MISSA EST" NUOVA COPRODUZIONE DEL TSA

TEATRO STABILE d’ABRUZZO

I GUARDIANI DELL’OCA

FLORIAN TEATRO  STABILE D’INNOVAZIONE

Ite, missa est
Ineluttabilità di un sacrificio?
DRAMMA LITURGICO MEDIEVALE SULLA PASSIONE DI CRISTO
Consulenza teologica Monsignor Giuseppe Molinari
Arcivescovo Metropolita de L’Aquila

Con
nel ruolo di Maria VANESSA GRAVINA
Monaco officiante – Tiziano Feola
Pietro – Giacomo Vallozza
Caifa – Sebastiano Nardone
Maddalena – Giulia Basel
Pilato – Fabrizio Paluzzi
Nicodemo – Tommaso Di Giorgio
Zera – Tommaso Bernabeo
Giuda – Massimo Paolucci
Veronica – Giuliana Antenucci

Musico – Marco Giacintucci
Voce solista – Monja Marrone
Danzatrici – Carolina Ciampoli – Laura Del Ciotto
Costumi
Morena Di Giuseppe
Musiche
Marco Giacintucci
Corale Schola Cantorum Accademia diretta da
Gabriele De Guglielmo
Direttore di Produzione
Massimo Vellaccio
Drammaturgia e Regia
Zenone Benedetto

Note di regia
Nell’intraprendere questo cammino drammaturgico e liturgico, la mia
attenzione si è concentrata sugli elementi simbolici e sugli accadimenti
fondamentali che hanno da sempre contraddistinto la storia della passione di
Gesù. Il viaggio che propongo evidenzierà l’importanza della ritualità e quindi
della liturgia, come momento fondante ed identificativo di una collettività
profondamente legata ai valori della cristianità. Al rito, momento decisivo
nell’esercizio della memoria collettiva, si affiancherà un linguaggio e ad una
pratica teatrale tipicamente medievale. La scelta di questo specifico periodo
storico, è dovuta alla grande tensione mistica, emotiva ed esistenziale che il
medioevo da sempre evoca ed interpreta. Il punto di vista semantico del
dramma è quello di una comunità monastica che nel riproporre ciclicamente il
mistero della passione e della resurrezione cerca nel suo esercizio la forza per
una catarsi rigenerante. Ogni interprete, nel narrare una storia profondamente
conosciuta, porta con sè certezze e dubbi sull’ineluttabilità del sacrificio, nel
rispetto delle sacre scritture, nel rispetto della volontà divina. Questo contrasto
continuo tra esercizio della volontà e la mortificazione della stessa,
caratterizzerà ogni azione scenica e spingerà ogni personaggio ed interprete
verso la ricerca continua del senso ultimo del proprio divenire.
In questa condizione di assoluta insicurezza esistenziale, l’intera comunità
ritrova se stessa nella ripetizione dei gesti, delle parole e delle azioni legate
alla storia di Cristo. Il rito diviene àncora di salvezza, momento alto di
testimonianza e condivisione, strumento capace di rinnovare il patto della
conoscenza tra le generazioni, e per questo, proposta attiva e non più racconto
stanco perché capace, nella rassicurante consuetudine, di stimolare ed
alimentare la coscienza "del buon cristiano". In questo quadro complessivo
risulta evidente che la drammaticità degli avvenimenti potrebbe apparire
attenuata poiché la tensione emotiva non è più rivolta al dolore della passione,
ma al suo atto conclusivo e cioè alla resurrezione del Cristo che è rinata
speranza della salvezza.
Canti gregoriani e musiche medievali di origine popolare faranno da cornice ad
un linguaggio teatrale essenziale, graffiante, pieno di forza comunicativa,
capace, mi auguro, di far provare qualche nuova suggestione, sensazione,
emozione in chi ascolterà ancora una volta questa storia senza tempo, la storia
del figlio prediletto di una umanità che da sempre cerca la strada della
trascendenza.
                                                                Zenone Benedetto

Sinossi
Negli splendidi scenari delle abbazie romaniche italiane verrà allestito un
dramma liturgico medievale sulla passione di Cristo. Canti gregoriani, musiche
storiche di origine popolare, attori e monaci cantori concorreranno alla
narrazione di una storia senza tempo, da sempre capace di suscitare
attenzione, rispetto e profonda partecipazione emotiva. Una comunità
monastica di uomini e donne ripercorrerà, tra liturgia e teatralità, i momenti
fondamentali che hanno portato alla morte ed alla resurrezione di Cristo. Il
testo, interamente rielaborato, tiene conto del dettato imprescindibile che ci
viene delle Sacre Scritture (Nuovo e Vecchio Testamento) e partendo da esse,
cerca di indagare le inquietudini, le angosce, le speranze e persino gli auspici di
tutti coloro che concorrono all’ineluttabile trascorrere del tempo narrativo. Tra
fioche luci di candele votive e l’intenso profumo degli incensi rituali, la figura
onnipresente del Cristo morente sulla croce dominerà l’intero spazio scenico,
ricordando a tutti, con il suo sacrificio, la via capace di appagare il nostro
desiderio innato di trascendenza.

Tournée

Sabato 16 APRILE 2011 ore 21,00 Chiesa di Santa Maria Maggiore viale Torre Alta – 65023 CARAMANICO (PE)

Domenica 17 APRILE 2011 ore 21,00 Abbazia di San Pietro, piazza san Pietro n. 1 tel. 075 812062, 812311 – 06081 ASSISI (PG)

Martedì 19 APRILE 2011 ore 21,00 Concattedrale di San Tommaso Apostolo, piazza San Tommaso – 66026 ORTONA (CH)

Sabato 23 APRILE 2011 ore 19,00 San Liberatore a Maiella, via Roma n. 1 tel. 085 859172 -65025 SERRAMONACESCA (PE)

Domenica 24 APRILE 2011 ore 21,00 Chiesa di Santa Maria delle Grazie, via Costantinopoli tel. 085 9063376 – 66026 ORTONA (CH)

Domenica 8 MAGGIO 2011 ore 21,00 Cattedrale di San Giustino – Piazza Vittorio Emanuele II tel. 0871 330476- 66100 CHIETI