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Pubblicato il 10 Marzo 2008

IL TEATRO CANZONE DI PANGHEA A L’AQUILA

TEATRO STABILE d’ABRUZZO

COMUNE DI L’AQUILA

TEATRO COMUNALE DI L’AQUILA
L’Aquila, 13 marzo, ore 21.00

TEATROCANZONE DI PANGHEA
SABBIE NOMADI

Il Teatro Stabile d’Abruzzo porta nel Teatro Comunale di L’Aquila uno spettacolo pieno di musica e teatralità: SABBIE NOMADI.
Giovedì 13 marzo, alle ore 21,00, il teatro canzone di Panghea metterà in scena la storia di una migrazione infinita, di piedi laceri e sanguinanti che attraversano il continente, scelgono maremme o trincee per sopravvivere, solcano i mari o ci finiscono dentro per sempre
La meta è la Merica, la nave a vapore avvicina sogni genti e generazioni, ma la sua tolda è un coacervo di miserie, di storie d’amore e di guerra, di maledizioni.
‘Sabbie Nomadi’, con la regia e testi di Vincenzo Massetti, è una mesticanza di suoni e parole, di canti migranti e di voci nomadi, da un porto ad un altro approdo, sabbie, granelli infiniti e rapiti dalla risacca del tempo e della memoria.
Il canto di una cultura subalterna, costretta al viaggio per sopravvivere, non ha più oggi una provenienza: è un lunfardo anch’esso, come la lingua data dalla fusione dei dialetti indio con quelli europei nella zona del Rio della Plata. Così lo stornello o il rispetto si sono intrecciati con il candombe, l’habanera e poi con la milonga. E il tango: ‘…E’ un pensiero triste che si balla’ scriveva per descriverlo Enrique Santos Discèpolo, il napoletano paroliere di Carlos Gardel.
Ecco perché questa mesticanza sa di colline lasciate alle spalle, di malaria, di amori perduti per sempre o annodati alla valigia di cartone: nella sospensione dell’approdo, una terra promessa o un’altra terra che non vuole capire, suoni voci e lacrime riattraversano in fretta il mare e affidano alla memoria il loro pensiero triste.
Sei musicisti in scena (Antonia De Angelis voce, Gionni Di Clemente chitarre, Emiliano Magrini contrabbasso, Danilo Di Paolonicola fisarmonica, Francesco Savoretti percussioni, Maurizio Massetti flauti), una scenografia scarna della banchina di un porto de la Merica di primo ‘900 un racconto popolare dove si intrecciano testi, lettere, storie di emigrazione e poi la musica, un lunfardo di tradizione italiana e tanghera, milonghe, candombe e habanera.

Informazioni e prenotazioni
botteghino del Teatro Comunale tel. 0862 25584