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Pubblicato il 22 Dicembre 2004

IL MERCANTE DI VENEZIA

Di: William Shakespeare
Regia e adattamento: Elena Bucci, Stefano Randisi, Marco Sgrosso, Enzo Vetrano
Interpreti: Elena Bucci, Stefano Randisi, Marco Sgrosso, Enzo Vetrano
COMPAGNIA DIABLOGUES / BELLE BANDIERE – TEATRO DEGLI INCAMMINATI

Stagione Teatrale Aquilana 2004/2005
TEATRO COMUNALE DI L’AQUILA
Venerdì 7 gennaio ore 21,00
Sabato 8 gennaio ore 16,30
Sabato 8 gennaio ore 21,00
Domenica 9 gennaio ore 16,30

Dopo Pirandello e Molière, Shakespeare.
Si conclude con Il mercante di Venezia la trilogia di “rilettura” di alcuni grandi classici del teatro che ha visto impegnata la compagnia in questi ultimi anni.
Come “Il berretto a sonagli” e “Anfitrione”, ancora una tragicommedia in cui si fondono farsa ed elegia e dove si scontrano due universi paralleli le cui identità appaiono mutevoli. In questo Shakespeare si contrappongono un mondo arcaico e favolistico, sprofondato in un clima da romanzo cavalleresco e simboleggiato da un luogo mitico e irreale come Belmonte e il nuovo mondo, pratico e affaristico, fondato sul dominio del denaro e rappresentato da Venezia, città per eccellenza dei mercanti.
A Venezia fa capo l’intreccio del sanguinario contratto tra l’usuraio ebreo Shylock, figura memorabile alimentata da una sete inestinguibile di vendetta, intesa come unico possibile strumento di riscatto per gli affronti subiti in ragione della sua “diversità” ed il mercante Antonio, uomo moderno animato da nobili sentimenti, eppure afflitto da una inesauribile malinconia esistenziale.
Belmonte, per contro, è il luogo sospeso in cui, in un clima da Mille e una notte, si sviluppa la vicenda di Porzia, maga-regina a metà tra una crudele Turandot e una novella Ginevra. Anello di congiunzione tra questi due universi, destinati ad incontrarsi e a deflagare, è Bassanio, ambiguo gentiluomo squattrinato, che è causa dell’infido contratto che lega la carne di Antonio all’odio di Shylock e al tempo stesso sposo “predestinato” di Porzia . . .
La vicenda procede tra illusioni e beffe, tradimenti e inganni, burla e tragedia, in un contesto di mutevolezza continua e inafferrabile, che fa “saltare” tutte le certezze e le
rassicuranti letture manichee della realtà; una realtà fragile e precaria, come è la stessa condizione umana che invoca, nonostante tutto, tolleranza e perdono.

TE’ A TEATRO CON IL MERCANTE DI VENEZIA
Anche per il nuovo anno si apre venerdì 7 gennaio, alle ore 17.30, la Sala Rossa del Teatro Comunale di L’Aquila per tutti coloro che vorranno incontrare, davanti ad una tazza di buon tè, i protagonisti della Stagione Teatrale Aquilana nell’ormai consueto appuntamento cittadino del “TE’ A TEATRO”.
La direzione artistica del Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con la direzione dell’ATAM, continua a proporre un importante cartellone d’incontri per mostrare all’attento pubblico teatrale di L’Aquila ciò che solitamente è celato, invisibile: il mistero del dietro le quinte, lo studio per la preparazione degli allestimenti, la vita dell’attore in tournée.
Il prossimo incontro, coordinato da Franco Ricordi, direttore del TSA e da Enzo Gentile, direttore dell’ATAM, vedrà protagonisti una delle compagnie più importanti del giovane panorama italiano: la compagnia Diablogues/Belle Bandiere del prestigiosissimo Teatro degli Incamminati.
Un appuntamento da non perdere per conoscere tutti segreti del nuovo allestimento di successo per un classico del Teatro quale è “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare, un meccanismo perfetto, una tragicommedia in cui si fondono magistralmente, grazie alla linfa vitale e creativa di questa compagnia, farsa ed elegia.
“Quello che più ci ha affascinato nel ‘Mercante’ -raccontano- è stata la sua profonda ambiguità, il delicatissimo equilibrio di opera in bilico tra intolleranza a razzismo, senso dell’etica a denuncia delle false apparenze. E’ un testo difficile e misterioso, che costringe a un’avventura sincera a senza possibilità di fuga a ci mette di fronte alla complessa contraddittorietà dell’umano, alla sua incapacità di costruire un mondo adeguato ai suoi struggenti desideri. II mondo concreto di Venezia si contrappone al mondo mitico di Belmonte, ma i problemi degli uomini a delle donne che li abitano sono gli stessi: la malinconia d’amore, il valore del denaro che non basta a riempire la vita, il dilemma della scelta del proprio destino, la ricerca disperante di un equilibrio impossibile a di un’indefinibile felicità”.