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Pubblicato il 11 Luglio 2013

DIARIO DI UNA NOTTE DI MEZZ’ESTATE 7. LEZIONE APERTA CON NIKOLAJ KARPOV

Come promesso abbiamo dato vita ad una dimostrazione pubblica del “metodo Karpov”, guidati dal Maestro in persona.

Il Palazzetto dei Nobili, in pieno centro storico, a L’Aquila, è stato nostro terreno di lavoro durante il pomeriggio. E la sera, a partire dalle ore 20,00, abbiamo coinvolto il pubblico in una “lezione aperta”.

La sala, gremita su ogni lato, è stata animata da una dozzina di allievi-attori che hanno mostrato al pubblico accorso l’evolversi del lavoro, i progressi che pian piano si compiono e, soprattutto, con un finale a dir poco esplosivo, gli usi che si fanno della speciale “Biomeccanica teatrale” riadattata da Nikolaj Karpov per studiare il nostro “Sogno di una notte di mezza estate”.

La biomeccanica è lo studio del movimento. Quello di Karpov è un vero e proprio metodo. Ha riunito insieme gli insegnamenti di 3 grandi maestri russi e cioè Stanislavskij, Mejerchol’d e Michail Cechov: psicologia, movimento scenico e realismo.

Nikolaj Karpov ha spiegato così il suo metodo: << il laboratorio si potrebbe dividere in due parti: una parte riguarda il training, un’altra parte il lavoro con il testo. Nella prima parte vengono insegnati ed assimilati dagli attori i principi fondamentali della biomeccanica teatrale. Dopodichè questi principi, una volta assimilati, devono essere trasportati sul lavoro con il testo. >>

Maria Shmaevich ha spiegato come avviene il training: << la prima cosa da cui inizieremo a lavorare è la preparazione dell’attore al lavoro. Questa preparazione è composta da due parti quando all’inizio avviene una preparazione attiva del corpo per lavorare e una delle versioni di verifica se il corpo dell’attore è pronto a iniziare a lavorare. Questo riguarda il lavoro con diverse velocità. Si può lavorare in diversi modi per verificare se il corpo è pronto per lavorare. Poi avviene il cambio delle velocità. E’ molto importante che i ragazzi conservano la “costruzione” per poter lavorare secondo i principi della biomeccanica. Noi diciamo che la “costruzione” deve essere uguale alla “costruzione del testo scritto”. Abbiamo un certo movimento che parte all’inizio secondo i principi. Poi dopo si evolve e si termina. Si termina con il punto come il pensiero nella scrittura termina con il punto. >>

Curiosi di sapere, dopo le attività preparatorie del training, chi e quali scene del “Sogno di una notte di mezza estate” abbiamo visto? Ve lo dico subito!

E? stato recitato l’atto I, scena 1, con Teseo (Cosimo Ricciolino), Ippolita (Giulia Cacciamani), Filostrato (Francesco Civile) e la corte (Cristina, Giulia P., Matteo, Laura e Giulia C.)

La stessa scena, poi, è stata recitata, con uno stile completamente diverso, da Stefano Moretti (nel ruolo di Teseo) e Laura Martinelli (nel ruolo di Ippolita).

Sempre dall’atto I, scena 1: Lisandro (Matteo Guma) e Ermia (Cristina Fusco)

La stessa scena, poco dopo è stata proposta, in maniera diversa, da Matteo Guma insieme a Giulia Pellicciari.

Dall’atto III, scena 1, abbiamo assistito all’incontro di Bottom (Francesco Civile) e Titania (Giulia Cacciamani).

E per finire, dall’atto II, scena 1, Luca Di Gennaro e Daniele Paoloni si sono cimentati nella scena comico-bucolica “Puck e il fiore d’amore”, cioè il primo dialogo tra Puck (Luca) e Oberon (Daniele).

Gli altri allievi-attori che hanno partecipato alla serata dedicata a Nikolaj Karpov sono Giannina Raspini e Francesca Puglisi.

L’entusiasmo è stato tanto. Ma è stato accompagnato anche dal momento dei saluti. Infatti quest’incontro è stato l’ultimo giorno di studio con Nikolaj Karpov e Maria Shmaevich.

Da adesso, il laboratorio su “Sogno di una notte di mezza estate” proseguirà sotto la guida di Andrea Baracco (ed i suoi assistenti: Daniele Muratore ed Ersilia Lombardo).

 

ANNALISA CIUFFETELLI