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Pubblicato il 08 Luglio 2013

DIARIO DI UNA NOTTE DI MEZZ'ESTATE 3. IL TRAINING

E’ una calda mattina estiva. Sono le 10:00 circa. Siamo sul palcoscenico di un teatro.

Una ventina di ragazzi compie movimenti utilizzando ogni parte del corpo. Movimenti di equilibrio, tensione, torsione, coordinamento,… Movimento di preparazione e di concentrazione. Tutto è collegato.

Una voce russa li guida mostrando e spiegando pezzetto a pezzetto come compiere i gesti.

Mano mano, piede piede!

1, 2, 3, 4, 5, …

Più veloce. Velocità 7. Oppure: movimento più lento. Velocità 2.

Sguardo dritto in avanti.

 

No, non siamo nella Russia dei primi anni del ‘900. E di fronte a noi non c’è Mejerchol’d, l’inventore della “Biomeccanica teatrale” (un intreccio di tecniche tratte da commedia dell’arte, teatro giapponese, danza e circo, sulla base di leggi del movimento, cadenze ritmiche, …).

Siamo ancora a L’Aquila, al Teatro dell’Accademia di Belle Arti. A guidarci nell’apprendere questi esercizi c’è Maria Shmaevich (e Natascia Loguinova a farle da interprete in italiano) e questo training fa parte del laboratorio su “Sogno di una notte di mezz’estate”.

La pratica di questi esercizi serve per aiutarci nella realizzazione dei movimenti scenici dell’opera del bardo inglese che analizziamo e mettiamo in pratica nel pomeriggio con Nikolaj Karpov.

E c’è bisogno di un certo training fisico.

Il metodo inventato dal Maestro Karpov è completo: unisce in se i precetti di Stanislavskij, quelli di Mejerchol’d e quelli di Michail Cechov. Psicologia, movimento scenico e realismo. Tutto è collegato.

E’ per questo che Maria Shmaevich ci guida pian piano fino al raggiungimento di quella giusta tensione fisica necessaria per unire il pensiero all’emozione e all’azione.

 

Esercizi in coppia. Comporre movimenti fatti di “frasi” gestuali.

Seguire l’emozione data dalla musica.

Mettiamo un punto!

 

Come si abbina tutto questo al “Sogno di una notte di mezz’estate”?

Semplice. Come dicevo più sopra, si tratta di esercizi preparatori alle scene che nel pomeriggio proviamo con Nikolaj Karpov.

Non si recitano solamente le parole, ma le situazioni. Le parole sono un loro complemento verbale.

Infatti, ogni allievo-attore o coppia/trio di allievi-attori, pur seguendo il testo shakespeariano, porta la sua “versione” della scena. A volte anche più versioni.

 

Prendiamo, ad esempio, la scena iniziale di “Sogno di una notte di mezz’estate” (Atto I, scena i), quella in cui Teseo mostra ad Ippolita la propria impazienza per il lento passare di quei 4 giorni che li separano dalle loro nozze.

Volete sapere quante versioni leggermente diverse ne abbiamo realizzate in un solo pomeriggio?

Tante quante sono le coppie di allievi-attori che hanno interpretato Teseo e Ippolita:

1) Gianni e Diletta

2) Mario e Giulia (a cui si è aggiunto Gianni R. nel ruolo di Filostrato)

3) Stefano e Laura (a cui si è aggiunto un “seguito ducale” composto da Gianni R., Mario e Giulia P.)

4) Diego e Antonia

5) Francesco e Chiara (ai quali si è aggiunto Gianni R. nel ruolo di Filostrato)

6) Cosimo e Giulia (e un ampio “seguito” realizzato da Diletta, Gianni R., Chiara, Simone, Francesco, Giulia P., Stefano e Laura)

7) Simone e Cristina (e un ”seguito” composto da Diletta, Giulia P. e Chiara)

ed infine,

8) Stefano e Laura (con un “seguito” composto da Diletta, Giulia P., Chiara, Simone e Cristina).

 

Quante scene uguali con altrettante interpretazioni diverse!

 

Ma per capire il metodo di Karpov e avvicinarvi di più a noi dovreste vederci dal vivo.

Non vi piacerebbe assistere ad un prova aperta? E magari ascoltare le delucidazioni del Maestro? Vedere le evoluzioni delle varie interpretazioni? Ascoltare i suoi discorsi culturali? Scambiare due chiacchiere con lui?

 

Se è così, vi aspettiamo mercoledì 10 luglio, alle ore 20:00, presso il Palazzetto dei Nobili, in pieno centro storico a L’Aquila.

Karpov terrà in “Incontro aperto al pubblico”, nel quale ci saremo anche noi.

 

A proposito: volte sapere il significato della parola russa con la quale ho aperto questa “pagina” del “Diario di una notte di mezz’estate”?

Si legge “Priviét”. Significa “Ciao” (di benvenuto)!

 

ANNALISA CIUFFETELLI