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Pubblicato il 24 Luglio 2013

DIARIO DI UNA NOTTE DI MEZZ'ESTATE 19. L'AQUILA VISTA DAI NOSTRI ATTORI

Il nostro laboratorio su "Sogno di una notte di mezza estate" con lo spettacolo finale che allestiremo il 26-27-28 luglio, come ben sapete, viene realizzato nell’ambito de "I cantieri dell’immaginario", un progetto che si è prefisso, come già l’anno scorso, di animare il centro cittadino distrutto dal sisma del 2009 tramite laboratori e spettacoli di teatro, danza e musica organizzati dalle istituzioni culturali cittadine che prendono i fondi del FUS.

In questi giorni stiamo provando lo spettacolo al parco del castello, sotto gli occhi attenti del nostro direttore artistico, Alessandro Preziosi.
L’allestimento è in dirittura d’arrivo, per cui i partecipanti al laboratorio non li chiamerò più "allievi-attori": adesso sono "attori" a tutti gli effetti!
Alcuni di loro sono di L’Aquila, sebbene vivano (per motivi di studio o lavoro) a Roma. Una parte di essi, proveniente da altre città, erano già stati qui lo scorso anno, in occasione dell’allestimento di "Troilo e Cressida". Altri ancora erano venuti in città prima del terremoto. Qualcun altro non ci era mai stato.
In ogni caso, la loro vita in questo ultimo mese si è svolta nel capoluogo abruzzese, dove hanno preso casa e vissuto. Imparando a conoscere la città.
Sono 20 giovani tra i 20 e i 35 anni, con tutte le esigenze umane, oltre che di studio e lavoro che la vita richiede: fare la spesa, spostarsi dall’abitazione al teatro/location dello spettacolo, trovare un posto in cui pranzare, prendere un caffè al bar ed uscire la sera per rilassarsi nelle serate estive dopo un’intensa giornata di studio/lavoro artistico,…

Ecco cosa hanno detto alcuni di loro su L’Aquila.

Silvia Grande: << Non c’ero mai stata. Arrivare qui e vedere quello che è successo, in che condizione si trovi ancora dopo tutti questi anni, è un grande trauma, una sofferenza. E la cosa che mi ha colpito è vedere come accanto ai palazzi in rovina ed alle strade vuote e silenziose, qua e là ci siano dei locali con la musica a tutto volume, pieni di gente. E questo mi fa pensare alla forza delle persone che ci abitano che, nonostante tutto, hanno voglia di vivere. >>

Francesco Civile: << La cosa che mi è piaciuta è che nonostante i problemi strutturali (la ricostruzione, etc.) è una città che è viva. I giovani si incontrano. Ci sono tanti eventi (sia culturali che sociali). >>

Mario Sechi: << Mi ha colpito il fatto che gli aquilani nonostante il tutto, sono persone cortesi. Sono persone gentili ed ospitali. >>

Barbara Giordano: <<C’ero venuta prima del terremoto. Ci ho allestito lo spettacolo con Lello Arena "L’histoire du soldat", nel 2008.
La cosa che penso oggi è che è una situazione molto delicata. Il sorriso di un aquilano è una grande lezione di vita. Lo penso sul serio. >>

Diletta Scrima: << Ho trovato differenze rispetto all’anno scorso. Vedo con piacere che stanno ricostruendo la città. Il posto dove facciamo lo spettacolo (il bosco, il castello) mi affascina tantissimo. >>

Luca Di Gennaro: << Ci sono tante più gru. Di certo l’anno scorso è stato più duro l’impatto; quest’anno ero già preparato emotivamente. >>

Daniele Paoloni: <<E’ una situazione anche drammatica dal punto di vista delle strutture, però penso che c’è una grande forza nell’aria: una grandissima volontà di andare avanti.
La cosa più scioccante è stata quando siamo andati in giro in centro a L’Aquila. Ci siamo inoltrati nelle vie laterali e c’era un silenzio molto duro, molto pesante. Però, nonostante questo, è una città che brulica di vita. E quando cammini per le strade lo senti. >>

Luigi Di Pietro: <<Io ho vissuto qui per un anno tra il ’97 e il ’98 per motivi universitari e ci sono tornato per la prima volta dopo il terremoto, a distanza di 15 anni, l’anno scorso per "Troilo e Cressida". E’ stato un impatto devastante rivedere la casa dove abitavo che non è più agibile e di fronte al bar Commercio (che era il ritrovo degli universitari) ho pianto perché la vita e tutto quello che gravitava intorno a questi luoghi era troppo lontano da come me lo ricordavo.
E la cosa che quest’anno fa ancora più rabbia (rabbia che c’era anche l’anno scorso e che quest’anno è stata confermata e amplificata) è di constatare che è tutto tremendamente fermo da ormai 4 anni.
Una sera, quest’anno, ho deciso di rifare una passeggiata nei luoghi a me familiari (la mia casa, casa di amici che frequentavamo) e sembrava di essere su un set cinematografico… ma al tempo stesso angosciante perché si ha la sensazione di camminare in vie, strade, che sembra un luogo comune, ma sono veramente "fantasma". >>

Simone Villani: << Mi fa un effetto, più che altro, ogni anno il luogo in cui viene fatta questa rappresentazione. Ogni volta è come se fosse un posto nuovo che non ho mai visto (sebbene io sia di L’Aquila!) perché è l’atmosfera che lo rende così speciale. >>

 

ANNALISA CIUFFETELLI