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Pubblicato il 25 Luglio 2012

ASPETTANDO TROILO E CRESSIDA: "PANORAMIC MOSAIC"

Istantanea Polaroid n.° 1

"Panoramic mosaic."

Sono le 18.00 in piazza San Silvestro e nessun rintocco di campane disturba l’andare del copione.
Il vento sbircia dalle finsetre senza imposte, come un’anziana signora annoiata che s’affaccia dalla cucina
con le braccia conserte sul davanzale e la curiosità solleticata dal rumore.

In diretta dalla scomoda gradinata per il pubblico,
oggi vi racconto di Cassandra
che si arrampica e proclama dalla cima di una torre
mentre Livia soffre di vertigini.
E allora nell’impeto della voce
c’è una vibrazione in più,
che si tratti di paura, appagante trionfo o ebbro sollucchero.

Voglio raccontarvi di un paio di scarpette rosse di vergogna
che s’innamorano.
E scommetto che nessuno di voi ha mai visto un Troilo con Timberland ed occhiali da sole.

Poi la guerra incalza ed un combattimento attraversa il campo,
ed è tutto un cozzare di lance ed armature che mi ricorda di quando
da piccoli con i cugini, giocando alla guerra, abbiamo dovuto sostituire i nostri scudi con dei cuscini
dopo aver ammaccato i coperchi di tutte le pentole.

C’è il fotografo, una sorta di disegno appena uscito da un cortometraggio di Tim Burton,
che immortala le espressioni più teatrali sul palcoscenico della quotidianità
arrampicandosi come un insetto stecco
nelle posizioni meno probabili.

C’è il tecnico che pigia con un matita il suo touchscreen
come se compilasse un’ordinazione sul menu elettronico.

E poi c’è il regista,
che riesce a pronunciare la disagevole parola "caccola" più o meno settanta volte al giorno,
ma quando i collaboratori gli hanno chiesto se voleva il megafono
"Nooooh… io? No mi vergogno troppo" è stata la balzana risposta.

Vi racconto di un’amaca nel sole e nel vento
che balla con un flauto di Pan
appesa alla gabbia delle scimmie che abbraccia un palazzo.

-Le 23:46, credevo che a quest’ora
i Sigur Ros s’agitassero solo nelle mie cuffie.
Invece qui ogni tubo innocente ne vibra.-

Tranquilli, commedianti.
Fate pure tutto il chiasso che credete, nessuno si lamenterà del fastidio.
Gridate alte, donne;
guerrieri, sbattete con veemenza le vostre squillanti armi.
Correte e sbagliate, bestemmiate e ridete.
Stanotte, qui, non potete svegliare nessuno.

M.