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Pubblicato il 14 Luglio 2008

ALESSANDRO HABER E ROCCO PAPALEO IN ESCLUSIVA A CASTELBASSO

20 luglio ore 21,30
Alessandro Haber, Rocco Papaleo
E’ TEMPO DI MIRACOLI E CANZONI
di Giovanni Veronesi e Rocco Papaleo
IN ESCLUSIVA A CASTELBASSO PROGETTO CULTURA
Va in scena a Castelbasso, per la Sezione Teatro organizzata dal Teatro Stabile d’Abruzzo, domenica 20 luglio, alle ore 21,30, in esclusiva per l’abruzzo, uno spettacolo animato da due protagonisti d’eccezione – Alessandro Haber e Rocco Papaleo – e da un regista come Giovanni Veronesi, per la prima volta impegnato in ambito teatrale. L’incontro artistico tra due attori amatissimi da pubblico e critica, qui in veste di cantautori. Musica e parole per due straordinari interpreti italiani.
Due artisti d’eccezione, due attori di cinema e teatro amati dal pubblico e dalla critica, ma anche due cantautori di talento: Alessandro Haber, al suo terzo disco, e Rocco Papaleo, vincitore della scorsa edizione del Festival Gaber, portano sui palcoscenici italiani uno spettacolo inedito, summa dei tanti e riusciti esperimenti musical-teatrali che hanno messo in scena in questi anni di lavoro insieme.
“È tempo di miracoli e canzoni”, è un concerto, ma soprattutto un racconto che darà voce al loro amore per la musica. È da questa passione, e dall’incontenibile voglia di cantare, che la rappresentazione assume l’unicità di un concerto e la fantasia creativa caratteristica del mondo teatrale. “È uno spettacolo atipico – dichiara Giovanni Veronesi – che mischia un po’ di prosa e un po’ di cabaret e la musica dal vivo”. I due attori libereranno le proprie emozioni lasciandosi guidare da un percorso musicale che li porterà in un viaggio all’interno della loro memoria, della loro storia, della lorocarriera.
Scritto dallo stesso Papaleo in collaborazione con Giovanni Veronesi, lo show vede i due interpreti italiani nelle vesti di “cantattori” accompagnati da un gruppo di pregiati
musicisti, per chiacchierare, strillare, raccontare, emozionare ed emozionarsi con l’obiettivo di comunicare attraverso la musica. Haber duetterà con la band, attraverso il suo inconfondibile timbro vocale, coinvolgendo il pubblico nei classici della canzone d’autore, fatti suoi attraverso originali arrangiamenti. Papaleo lo accompagnerà con le sue composizioni originali cariche d’ironia e alcuni inediti. Haber e Papaleo ci prenderanno per mano e ci faranno accomodare sul loro “pullman” di canzoni, ricordi e sogni. In un viaggio che, forse, non è solo il loro.

Alessandro Haber
Alessandro Haber è nato a Bologna il 19 gennaio 1947. Insieme al padre rumeno e alla madre italiana, trascorre gran parte della sua infanzia in Israele. Fin da ragazzino il suo sogno è la recitazione: a nove anni torna in Italia e rimane fedele a quel sogno che lo porta ad interpretare la parte di Rospo in La Cina è vicina, pellicola di Marco Bellocchio del 1967 e successivamente a lavorare con registi come i Taviani, Fellini, Bertolucci e Damiani sempre in piccole parti. E così nella sua sterminata filmografia compaiono i titoli più disparati: tanto negli anni Settanta che negli Ottanta le sue comparsate e le sue interpretazioni in ruoli secondari non si contano, la sua è una vera e propria gavetta che gli permetterà di farsi le ossa e di raggiungere una maturità espressiva decisamente rara per gli standard cui ci hanno abituati gli attori italiana dell’ultima generazione.
E così Haber si ritrova a lavorare sui set di Sogni d’oro di Moretti nella parte di un collega disoccupato dell’alter-ego morettiano Michele Apicella, al fianco di Ugo Tognazzi e Philippe Noiret in Amici miei – Atto II, nell’esordio cinematografico di Salvatores con Sogno di una notte d’estate fino a quando nel 1986 Pupi Avati lo sceglie per il suo Regalo di Natale. Per Alessandro Haber sarà la svolta. Il film riesce perfettamente e nella storia di quattro vecchi amici che si ritrovano la notte di Natale per spennare un industriale a poker emergono le interpretazioni di un gruppo di attori in stato di grazia: e se per Diego Abatantuono il film è l’occasione per il rilancio della sua carriera, per Haber rappresenta finalmente l’opportunità di un ruolo da protagonista. Con Avati tornerà a recitare in Storia di ragazzi e di ragazze e dal 1986 i suoi anni diventeranno densissimi di impegni. Basti pensare che solo nel 1986 ha recitato, oltre che in Regalo di Natale, anche ne La donna del traghetto, Anche lei fumava il sigaro, Grandi magazzini, Innocenza e Com’è dura l’avventura.
La sua attività davanti la macchina da presa ricorda più quella di un attore teatrale impegnato in una turnè e quindi perennemente sul palco; e dopo collaborazioni con Francesco Nuti, Maurizio Ponzi, Giovanni Veronesi e Mario Monicelli nel 1992 in Parenti serpenti in cui recita la parte del figlio segretamente omosessuale di un’anziana coppia che farà una brutta fine, arriva il 1994, un anno, se possibile, ancor più denso di impegni. Recita per Davide Ferrario in Anime fiammeggianti nella parte di un gangster, recita in uno degli episodi (Arrivano i nostri) di De generazione per la regia di Giorgio Bellocchio, interpreta la parte di un mercante d’armi in Palla di neve di Maurizio Nichetti, fa parte del cast di Prestazione straordinaria di Sergio Rubini ed è il mattatore dell’esordio alla regia dello sceneggiatore di Salvatores, Enzo Monteleone nel suo La vera vita di Antonio H. Divisa in nove capitoli come una regolare biografia, è la storia inventata di Antonio Hutter, attore sfortunato che si confessa davanti a una platea deserta. Ed è anche la biografia romanzata dello stesso Haber che si mette in gioco come raramente è capitato di fare a un attore italiano in passato. A slalom tra verità e finzione, il film diverte e Haber offre una prestazione memorabile per cui verrà premiato con il Nastro d’argento per il migliore attore. Tornerà a lavorare con Monteleone nel 1999 con Ormai è fatta.
Nella seconda metà degli anni Novanta si misura con ruoli sempre diversi, come nei tre film di Leonardo Pieraccioni (I laureati, Il ciclone, Fuochi d’artificio) in cui mostra nuovamente la sua abilità nell’interpretare personaggi ambigui, omosessuali repressi e spesso depressi, pervertiti e complessati). Nel 1996 Alessandro Benvenuti gli affida un’ottima parte nel suoi Ritorno a casa Gori mentre tra il 1999 e il 2003 lavorerà nuovamente con Mario Monicelli (Panni sporchi) e con Pupi Avati (La rivincita di Natale, discreta prosecuzione di Regalo di Natale in cui, ancora una volta, gli attori si confermano tutti ad altissimo livello). Sempre nel 2003 affronta la sua prima prova dietro la macchina da presa: è stato regista della commedia Scacco Pazzo, trasposizione cinematografica della piece teatrale omonima di Vittorio Franceschi, messa in scena nel 1990 da Nanni Loy. A causa di un incidente stradale avvenuto poco prima del matrimonio, Antonio è vittima di una regressione infantile. Suo fratello Valerio, commerciante, si prende cura di lui e, di volta in volta, è costretto a mascherarsi da mamma e da papà per soddisfare le esigenze di Antonio. Fra i due tenta inutilmente di mettere ordine Marianna, la fidanzata di Valerio. Attento a ogni sfumatura di un testo fra i più validi della recente produzione drammaturgica italiana, Haber si dimostra regista attento e inventivo e dirige se stesso e i suoi compagni di avventura in modo ispirato confezionando un’opera che riceve un’ottima accoglienza della critica. Anche a teatro la sua recitazione nevrotica e versatile ottiene unanimi consensi, recitando in "Orgia" di Pasolini e in "Woyzeck" di Büchner.
In seguito rivela un altro grande talento: scrive e canta canzoni, organizzando concerti insieme a Mimmo Locasciulli. Già dal suo primo CD ("Haberrante") dimostra di essere un interprete sicuro e raffinato. Gli album successivi, "Qualcosa da dichiarare" e "Il sogno di un uomo", saranno solo un’ulteriore conferma del suo talento. Il singolo che ha riscosso più successo è "La valigia dell’attore" composta per Haber da Francesco De Gregori.
Nel 2006 fa parte del cast, nella parte di Angelo Profeti, di 7 km da Gerusalemme per la regia di Claudio Malaponti, è il portiere della palazzina in cui è ambientato La sconosciuta di Giuseppe Tornatore e prende parte a un bizzarro progetto di Berardo Carbone: Shooting Silvio, la storia di Kurtz, un giovane scrittore orfano, eccentrico e molto ricco che organizza una grande festa per tutti gli amici nella sua casa romana e propone a loro e alla fidanzata di scrivere un libro collettivo su Silvio Berlusconi. Di fronte al rifiuto della sua proposta a Kurtz non resta che tentare di eliminare fisicamente il Presidente del Consiglio. Haber interpreta la parte del notaio e offre una prestazione succulenta della sua capacità di concentrare il suo talento espressivo anche in poche ma significative inquadrature.

Rocco Papaleo
Rocco Papaleo nasce a Lauria in provincia di Potenza, crescendo in Basilicata fino ai 18 anni quando abbandona il meridione puntando l’università di Roma. Attore dalle spiccate potenzialità comiche esordisce a teatro nel 198 con "Sussurri rapidi" sotto la regia di Salvatore Mattia, dando impulso a una carriera che lo vedrà tra palcoscenico, piccolo e grande schermo. L’esperienza che però forse più di tutte condizionerà la sua carriera è legata alla televisione “Classe di ferro” diretto dal grande Bruno Corbucci e “Quelli della speciale” fino al 1994, anno nel quale esordisce sul grande schermo al fianco di Stefania Sandrelli e Sergio Castellitto, sotto la direzione di Francesca Archibugi per il film “Con gli occhi chiusi”. Passano gli anni e Papaleo continua ad aggiungere tasselli e sfaccettature al suo personaggio, sempre ben delineato e trasparente grazie soprattutto a una eccellente caratterizzazione fisica e mimica in grado di ispirare simpatia e sentimento a prima vista. Un anno dopo è infatti ancora impegnato sul grande schermo, che sembra catturare definitivamente tutte le sue energie e attenzioni, per il film di Paolo Virzì “Ferie d’agosto2, mentre nel 1996 partecipa per la prima volta a un film di Leonardo Pieraccioni, “I Laureati”, dando vita a una duratura collaborazione. La fine degli anni novanta passa attraverso apparizioni in film di registi emergenti come “I virtuali”, “Cresceranno i carciofi a Mimongo” e “Cinque giorni di tempesta”, alternati a pellicole più importanti come ” Il barbiere di Rio”, con Diego Abatantuono, “Del perduto amore” e “Viola bacia tutti”.
Il nuovo millennio si apre invece con un ritorno al piccolo schermo che lo vede impegnato in una fiction intitolata “Padre Pio fra cielo e terra”. La versatilità, unita allo spiccato talento comico, gli consentono nell’arco della carriera, di interpretare un notevole numero di personaggi a volte marginali o di sostegno e altre volte, invece, maggiormente densi e carichi di visibilità, come nel caso di “Cuore di donna” di Franco Bernini con Sabrina Ferilli e Renato Mori. Nel 2003 torna a collaborare con Pieraccioni partecipando a “Il paradiso all’improvviso”, seguito due anni più tardi da “Ti amo in tutte le lingue del mondo”. Ma l’unione con Pieraccioni non è certamente l’unica prospettiva per un attore come Papaleo, che da dietro il riflesso di un paio di
occhiali consuetamente rotondi e offuscanti ha saputo dimostrare a tanti i margini del suo personale miglioramento. In questi anni, infatti, partecipa a un elevato numero di film quali ad esempio “Il pranzo della domenica”, “Volesse il cielo”, “Il trasformista”, “Giornalisti”, “Cuore contro cuore”,” Non prendere impegni stasera” e “Commedia sexy”, prima di tornare, nel 2007 al fianco dell’amico Pieraccioni per “Una moglie bellissima”.