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VITA DI LEONARDO

Lo spettacolo racconta la vita e le opere di Leonardo da Vinci. Dalla nascita, in una fattoria ad Anchiano, minuscolo paese nelle campagne toscane (era figlio illegittimo), fino alla morte in Francia, alla corte di Re Francesco I. Dalle prime opere nella bottega del Verrocchio, alla Gioconda.

Al racconto si accostano e si aggiungono riflessioni, pensieri, domande.

Il luogo comune vede in Leonardo un genio multiforme che si dedicò agli studi più disparati: macchine da guerra, pitture, moti delle acque, anatomia umana, ornitologia ecc, tuttavia fra i suoi scritti, precisamente nel codice Arundel, si trova una riflessione apparentemente sconcertante: “Sì, come ogne regno in sé diviso è disfatto, così ogni ingegno diviso in diversi studi si confonde e indebolisce”. Dunque, per Leonardo, occorre dedicarsi ad un ambito e a quello soltanto. Come è possibile conciliare l’immagine che solitamente abbiamo del genio di Vinci con queste sue parole? Questo è l’interrogativo centrale dello spettacolo.

È possibile che tutte le diverse materie in cui Leonardo si è versato fossero, ai suoi occhi, un’unica cosa? E se sì, in che cosa consisteva la loro unità, cosa le legava?

E ancora, perché Leonardo ha continuato a modificare, anche radicalmente, la Gioconda fino agli ultimi giorni, come se la considerasse ancora incompiuta a oltre 15 anni dall’inizio del quadro? E perché, di contro, ha riempito febbrilmente, per tutta la vita, pagine e pagine di appunti se poi non ha mai tentato di organizzarli in un vero trattato? Ciò che per noi è perfetto, ai suoi occhi era incompiuto, ciò che per noi è ancora abbozzato per lui era già concluso?

Leonardo vedeva come un solo corpo conoscenze che per noi sono diverse e divise.

Coglieva anche distinzioni e differenze che a noi sfuggono del tutto?

Possiamo tentare, attraverso la sua vita e le sue opere, di capire come vedeva il mondo lui, che l’ha visto come nessun altro; con impareggiata bellezza, con impareggiabile luce?

Qualche notizia su Roberto Mercadini
“Sono un poeta, un monologhista, un narratore.
Io recito poesie.
Ma prima recito monologhi sulle poesie che recito.
Io racconto storie.
Ma dopo racconto storie sulle storie che racconto.
E sembro tutto tranne un poeta. Dicono.
Io, dicono, sono molte cose diverse tutte assieme”.

Roberto Mercadini è nato a Cesena nel 1978.

Con oltre 150 date all’anno, porta in giro per l’Italia i suoi spettacoli di narrazione e i suoi monologhi poetici. Su temi che spaziano dalla Bibbia ebraica all’origine della filosofia, dall’evoluzionismo alla felicità.

Fra i suoi monologhi:

  • Fuoco nero su fuoco bianco – un viaggio nella Bibbia Ebraica, con traduzione dall’ebraico antico dell’autore.
  • Noi siamo il suolo, noi siamo la terra – monologo per una cittadinanza planetaria
  • Little boy – storia incredibile e vera della bomba atomica
  • ​Felicità for dummies – felicità per negati

Tra i suoi libri:

  • Storia perfetta dell’errore (Rizzoli, 2018)
  • Sull’origine della luce è buio pesto (Miraggi, 2016)
  • Rapsodie romagnole (Ponte Vecchio, 2014)

 

La locandina

TEATRO STABILE d’ABRUZZO
VITA DI LEONARDO
L’avventura di vedere davvero
di e con Roberto Mercadini
regia Alessandro Maggi

Dove e quando

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