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SE QUESTA E’ UN INFANZIA

“Scegliere di raccontare questa storia è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare, di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea” (Liliana Segre). Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia.
Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz.
Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla.  Una narrazione emozionante su uno dei periodi più tragici del secolo scorso che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, poiché “la chiave per comprendere le ragioni del male è l’indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore”. Lo spettacolo si sviluppa seguendo sia le modalità tipiche del teatro di narrazione e sia le dinamiche del “progetto CineprOsa” ideato da Milo Vallone circa quindici anni fa, in cui i linguaggi cinematografici e teatrali intrecciandosi fanno sì che l’utilizzo del video a teatro non sia più solo un elemento di scenografia dinamica ma, dando vita ad un continuo rimbalzo tra il palco e lo schermo, diventi esso stesso parte integrante della narrazione.

La locandina

SE QUESTA E’ UN’INFANZIA

…Auschwitz, Liliana e suo padre”

testo di Milo Vallone e Luca Pompei

diretto e interpretato da Milo Vallone

con Vincenzo De Ritis, fisarmonicista

una produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con Il Fiume e la Memoria

Dove e quando

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