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LA FIGLIA DI IORIO

LA FIGLIA DI IORIO


un racconto di Vincenzo Pirrotta
musiche di Antonio Vasta suonate in scena dall’autore

Il Teatro Stabile d’Abruzzo presenta la nuova produzione “La figlia di Iorio”, un racconto di Vincenzo Pirrotta con le musiche di Antonio Vasta suonate dal vivo dall’autore.

Un allestimento pensato per gli amanti del teatro che assisteranno ad una prova d’attore di grande sensibilità e potenza, Vincenzo Pirrotta ha la capacità di “trascendere” lo spettacolo incastonandone l’essenza in una drammaturgia epica e forte, una capacità che lo ascrive nei grandi autori per la scena contemporanei.

“Si sentono i suoni di un organetto dissonanti però, quasi urla le note che si allargano lacerandosi, mentre la voce prorompe, nell’uso della tecnica della diatonalità, in ritmi sempre più incalzanti e sempre più vicini alla mostruosità. -Scrive nella sua nota-
Il canto si fa slabbrato, straziato, tormentato, dilaniato fino a far nascere la voce che, carica da quanto successo, comincia a raccontare l’“Incanata” contro Mila di Codra.
È questo l’inizio della nostra narrazione, un solo attore, aiutato da un musicista polistrumentista e che suonerà solo strumenti pastorali (zampogna, organetto, chalomou), si farà carico di far penetrare lo spettatore in un dramma senza tempo e che prende alle viscere, interpretando tutti i personaggi tramutandosi di volta in volta ora in Aligi ora in Mila, e in Lazaro, in Candia, ritornando alle tecniche di “Cuntu” nei momenti corali.
Un modo “altro” di vivere questo dramma pastorale cercando di conservare tutta la forza e il pathos del capolavoro che Gabriele D’annunzio ci ha consegnato”

Vincenzo Pirrotta è stato allievo del maestro Mimmo Cuticchio e si è diplomato alla scuola di teatro dell’ I.N.D.A. (Istituto Nazionale del Dramma Antico). Ha lavorato con i più grandi registi ed attori de teatro italiano Dal 1996 conduce una ricerca sulle tradizioni popolari innestando arcaiche pratiche al teatro di sperimentazione. Tra i suoi spettacoli più importanti “Eumenidi” per la biennale di Venezia 2004 teatro stabile di Brescia; “Sagra del signore della nave” per il teatro di Roma, “U ciclopu” “Terra Matta” “Diceria dell”Untore” per il teatro stabile di Catania; “Filottete” per l’unione dei teatri d’Europa; “Donne al parlamento” per il XILX ciclo di spettacoli classici del teatro greco di Siracusa. Ha fondato “Esperidio” sua compagnia teatrale di cui è direttore artistico per la quale ha scritto e diretto numerosi spettacoli tra i quali: “N’Gnanzo’ù”; “Malaluna”; “Sacre-Stie”;”La ballata delle balate” Nel teatro lirico ha collaborato con il teatro dell’opera di Roma, con il teatro San Carlo di Napoli. Tra le regie più importanti “Nozze di Figaro” di Mozart per il teatro Manoel di Malta, direttore Michael Laus; “Carmen” di Bizet per il teatro Massimo Bellini di Catania opera inaugurale della stagione 2012 direttore Will Humburg. I suoi spettacoli teatrali sono stati ospitati dai maggiori teatri e Festivals Europei (Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Germania, Portogallo, Malta, Inghilterra, Montenegro). Per il grande schermo è stato tra i protagonisti del film “Prove per una tragedia siciliana” diretto da John Turturro e Roman Paska. Ha partecipato al film “Noi credevamo” per la regia di Mario Martone. Ha diretto il docu-film Ninnarò. Tra i libri pubblicati: N’Gnanzo’ù storie di mare e di pescatori per i tipi di Plectica; “Eumenidi” per i tipi di Bonanno editore; “Teatro” che include i seguenti testi: All’ombra della collina, Malaluna, La ballata delle ballate, La grazia dell’angelo, Sacre–Stie per i tipi di Editoria&Spettacolo. Nel 1995 ha ricevuto il premio “Giusto Monaco”; nel 2004 premio “E.T.I.”olimpici del teatro per il testo Malaluna; nel 2005 premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per “U Ciclopu” quale migliore spettacolo dell’anno; il premio Golden Graal come miglior regista della stagione 2005-2006 per lo spettacolo ” Sagra del signore della nave” finalista inoltre ai premi E.T.I. come migliore spettacolo d’innovazione, e finalista ai premi U.B.U. 2006 come migliore regia; nel 2010 gli è stato conferito il Premio Internazionale Sebastiano Addamo per “Eumendi” nel 2011 gli è stato conferito il “Premio Domenico Danzuso”; per “diceria dell’untore” il premio le maschere del teatro italiano miglior spetttacolo d’innovazione; è stato candidato al XIII Premio Europa Realtà Teatrali.

La locandina

LA FIGLIA DI IORIO

un racconto di Vincenzo Pirrotta
musiche di Antonio Vasta suonate in scena dall’autore

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