I video del Teatro Stabile d'Abruzzo

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07-11-2012

IL FU MATTIA PASCAL

Ho ridotto per la scena molti romanzi. Più d'ogni altro Il Mattia Pascal mi ha imposto un ritmo forsennato di rifacimenti e rielaborazioni. Un Pirandello troppo giovane, che in sé covava il germe di tutto quello che sarebbe stato, non era facile da ridurre a un tutt'uno omogeneo. Nel romanzo si rincorrono e si agitano infatti tutti i temi che saranno svolti con coerenza acquisita negli anni successivi e che formeranno poi la poetica costante del teatro pirandelliano: si sommano infatti le esperienze giovanili legate al mondo siciliano con le indagini piccolo-borghesi dei vari giuochi delle parti, per sovrapporsi poi alle tematiche del mito e alle intuizioni parafilosofiche dell'età di mezzo, tutto però con approssimazione e quasi come in una sorta di work in progress, di pirandello in fieri. Tato Russo

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07-11-2012

GIULIO CESARE

Shakespeare scatta una "fotografia" di una Roma livida e ferocemente allucinata dove sullo sfondo, al di là dei colli e dei monumenti, compaiono le nitide sagome di avvoltoi e di famelici cani rabbiosi pronti a scagliarsi con insaziabile violenza addosso a corpi mal conciati dal crollo fisico e nervoso.
La Roma disegnata da Shakespeare è una città che vive sotto un cielo di piombo, sotto l'ombra di un'ingombrante corona di ferro, una città di silenzi che si fanno culla di improvvisi rumori, assordanti; è una Roma dove si sentono scrocchiare mandibole e strofinare violentemente mani l'una contro l'altra (Casca), in cui i corpi, sfiorandosi, producono sordi suoni di lamiera (i congiurati tutti); è una Roma nascosta e privata che si raccoglie alla luce di una lampadina per produrre, poi, squarci e profonde ferite nei luoghi pubblici (ancora i congiurati); è una Roma che suona di passi solitari e furtivi (Cassio), di verità indicibili che esplodono in pensieri assordanti, in sogni maldestri (Cesare e Bruto), in visioni apocalittiche nate da menti di donne sterili (Porzia).

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07-11-2012

COSTELLAZIONI

TEATRO STABILE D'ABRUZZO/KHORA.TEATRO/MOBILITA' DELLE ARTI

 

Roland e Marianne si incontrano a casa di un amico e così comincia la loro storia d'amore. Almeno, questa è una possibilità.
C'è una teoria della fisica quantistica che sostiene che esista un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne prende questa teoria e la applica ad un rapporto di coppia.
Il testo si estende in un'indagine sul libero arbitrio e sul ruolo che il caso gioca nelle nostre vite. Se tutto questo potrebbe far sembrare Constellations un testo scientifico, non è niente del genere.
Assolutamente divertente, ma disperatamente triste: è proprio il suo dinamismo intellettuale ed emotivo a rendere il testo unico e travolgente.

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07-11-2012

LI ROMANI IN RUSSIA

"Li Romani in Russia" è il nuovo spettacolo di Simone Cristicchi. Si tratta di un monologo dal forte impatto emotivo, che racconta la guerra attraverso la voce di chi l'ha vissuta in prima persona. Un teatro "civile" che non dimentica la lezione dei grandi esponenti del teatro di narrazione (Paolini, Celestini, Perrotta), ma si presenta "nuovo", soprattutto nella forma, utilizzando la metrica dell'Ottava classica (quella delle grandi opere dell'epica) e il dialetto romanesco, a rendere il racconto ancora più schietto e veritiero. Il testo del grande poeta Elia Marcelli.

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07-11-2012

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Una compagnia classica dall'impostazione fortemente attuale: questo è il Balletto di Roma coreografato da Fabrizio Monteverde.
Monteverde rivisita il testo shakespiriano lavorando soprattutto sugli snodi psicologici che determinano le dinamiche dei rapporti, quanto mai, qui, ambigui e complessi nel triangolo (mai equilatero) Otello-Desdemona-Cassio e lo ambienta in un porto notturno. Tutti i personaggi di questo Otello sono esposti al mutare degli istinti e la sensualità domina ogni legame.
Dopo il notevolissimo successo di critica e pubblico riscosso nelle scorse stagioni dal suo Giulietta e Romeo (oltre trecentocinquanta repliche per un totale di circa trecentomila spettatori), Fabrizio Monteverde torna con una nuova versione dell'Otello (essenzialmente su musiche di Antonin Dvorak), in cui rivisita il testo shakespiriano lavorando soprattutto sugli snodi psicologici che determinano le dinamiche dei rapporti, quanto mai, qui, ambigui e complessi nel triangolo (mai equilatero) Otello-Desdemona-Cassio, dove i tre vertici risultano costantemente intercambiabili grazie, si, agli intrighi di Jago, ma ancor più alle varie 'maschere' del 'non detto' con cui la Ragione combatte - spesso a sua stessa insaputa, ancor più spesso con consapevoli menzogne - il Sentimento.

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07-11-2012

TANTE BELLE COSE

Giocato sul doppio piano della commedia e del dramma psicologico, “Tante belle cose” è un lavoro fresco, vivo, pulsante di energia e comicità. Con questo suo testo l’autore, Edoardo Erba, getta uno sguardo poetico sulle fragilità umane mettendo in scena con delicata ironia i comportamenti della modernità. Un testo contemporaneo in grado di generare quella sorta di compassione da cui origina un sorriso di comprensione sulle altrui debolezze. Motivo per cui un regista cinematografico come Alessandro D’Alatri ha deciso di assumere con entusiasmo la direzione dello spettacolo. Orsina, la “hoarder” in questione, avrà il volto, la simpatia e la spontaneità di Maria Amelia Monti, mentre il personaggio di Aristide sarà affidato alle suggestioni di Gianfelice Imparato. Accanto a loro gli ottimi Valerio Santoro e Carlina Torta.

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07-11-2012

IL PICCOLO PRINCIPE

Lo spettacolo è tratto dal libro più famoso di Antoine de Saint-Exupéry, una delle figure più rappresentative del Novecento: pilota civile e militare, uomo capace di grandi battaglie e di grandi solitudini, autore di libri dove il volo aereo è quasi sempre protagonista, ma mai in senso aneddotico o auto-celebrativo, bensì come tramite di considerazioni molto profonde sull’animo umano, dettate da un uomo che si è trovato spesso ai limiti delle condizioni estreme. La grande metafora del bambino che si presenta misteriosamente a un pilota col suo aereo in avaria nel Sahara e che, dopo una storia di amicizia con quello strano adulto, scompare “lassù” altrettanto misteriosamente, è nota a tutti. Lo spettacolo, secondo gli accordi presi con gli eredi, si ispira fedelmente al testo e alle immagini del famoso libro, best-seller (dalla sua uscita nel 1943) della letteratura per ragazzi, o meglio, della letteratura “per quegli adulti che un giorno furono ragazzi”, per parafrasare le celebri parole del suo autore.

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07-11-2012

HOTEL PARADISO

Familie Flöz è un gruppo teatrale composto da gente di teatro... attori/attrici, musicisti/e, ballerini/e, registi/e, creatori/trici di maschere, disegnatori luci, costumisti, drammaturghi e altre belle persone provenienti da più di 10 nazioni. “Si tratta di una delicata quanto volgare Famiglia, che apparentemente ha raggiunto per la prima volta la superficie terrestre attraverso un profonda ferita nella crosta terrestre". Questa l'immagine con cui nel 1996 la Familie Flöz si presentata per la prima volta alla ribalta della scena teatrale e che in breve l'ha resa celebre fra il pubblico di tutta Europa. Tale immagine anche una metafora del metodo creativo di un gruppo di teatranti che ha scelto il continuo spostamento e la “scoperta” come suo orizzonte. Nella riscoperta continua di discipline secolari come arte della recitazione, gioco di maschere, danza, clowneria, artificio, magia e improvvisazione, la Familie Flöz riesce in un'esperienza teatrale di poesia unica.

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07-11-2012

TROILO E CRESSIDA, IL PROLOGO RECITATO DA ALESSANDRO PREZIOSI

Ed ora io qui mi presento,Prologo armato,non per sostenere la penna dell'autore,la voce degli attori,ma, in piena concordia col soggetto,per dirvi, cortesi spettatori,che il dramma salterà le iniziali schermaglie della guerraper cominciare nel mezzo,e poi passare a quello che conviene far vedere a  teatro.Vi piaccia o no, a voi sarà la scelta:vincere o perdere è il bello della guerra.

 

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