I video del Teatro Stabile d'Abruzzo

43 video presenti
 
11-02-2013

COSTELLAZIONI

TEATRO STABILE d'ABRUZZO
telefono 0862 62946  fax 0862 413200 

 
KHORA.TEATRO
telefono 06 40400236 fax 06 853709251
[guarda il video]
07-11-2012

6° (SEI GRADI)

Ancora una volta è un numero il titolo del nuovo spettacolo di Giobbe Covatta, dopo "7" (come i sette vizi capitali) e "30" (come gli articoli della carta dei diritti dell'uomo), tocca ora al numero "6″! Anche in questo caso il numero ha un forte significato simbolico: rappresenta l'aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta. Tutto ciò che vedremo nel corso dello spettacolo è collocato nel futuro in diversi periodi storici nei quali la temperatura media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro, cinque e sei gradi. I personaggi che vivranno i queste epoche saranno i nostri discendenti (figli, nipoti o pronipoti che siano) ed avranno ereditato da noi il nostro patrimonio economico, sociale e culturale ma anche il mondo nello stato in cui glielo avremo lasciato. Ma come sarà il mondo la cui temperatura media sarà più alta di un grado rispetto al 2012? E quando i gradi saranno due? E quando saranno 6? Il grande comico napoletano se lo è chiesto...

[guarda il video]
07-11-2012

IL PONTE

UNA NUOVA PRODUZIONE DEL TSA CON KHORA.TEATRO "Il ponte" è un testo sull'architettura intesa come perenne e coraggiosa sfida dell'uomo che non si lascia soggiogare dalle leggi della natura, l'architettura intesa come una grande interminabile opera che, cominciata nei secoli, prosegue ininterrotta, sottolineando l'ascendere dell'uomo, il dilatarsi della sua spiritualità, della sua intelligenza, della sua umanità non potendo mai esimersi dal centrare il rapporto con le esigenze del contemporaneo. In questo contesto la messa in opera di un grande ponte diviene la metafora del "progetto" ovvero il progetto di tutti i progetti dell'uomo, una grande opera immaginifica che anche simbolicamente è il ricongiungimento di un luogo ed un altro impossibili a raggiungersi diversamente.

[guarda il video]
07-11-2012

VARIAZIONI ENIGMATICHE

Saverio Marconi torna in scena come attore e sceglie Schmitt e le sue "Variazioni enigmatiche", già straordinario successo di pubblico e di critica in Europa (in Francia lo spettacolo è stato interpretato da Alain Delon, in Inghilterra da Donald Sutherland). 
Il titolo dell'opera fa riferimento a Enigma Variations, composizione del musicista inglese Edward Elgar, quattordici variazioni su una melodia che sembra impossibile da riconoscere, così come Schmitt sembra concepire il rapporto tra gli esseri umani come qualcosa che possiamo solo intuire. "Unire prosa e musica - prosegue Marconi - permette di aggiungere al significato delle parole un messaggio ancora più ampio e universale."
Un testo mai prevedibile, che alterna sentimenti con drammatici colpi di scena, in cui l'ironia più tagliente si trasforma in commozione, la tenerezza in folle crudeltà

[guarda il video]
07-11-2012

IL FU MATTIA PASCAL

Ho ridotto per la scena molti romanzi. Più d'ogni altro Il Mattia Pascal mi ha imposto un ritmo forsennato di rifacimenti e rielaborazioni. Un Pirandello troppo giovane, che in sé covava il germe di tutto quello che sarebbe stato, non era facile da ridurre a un tutt'uno omogeneo. Nel romanzo si rincorrono e si agitano infatti tutti i temi che saranno svolti con coerenza acquisita negli anni successivi e che formeranno poi la poetica costante del teatro pirandelliano: si sommano infatti le esperienze giovanili legate al mondo siciliano con le indagini piccolo-borghesi dei vari giuochi delle parti, per sovrapporsi poi alle tematiche del mito e alle intuizioni parafilosofiche dell'età di mezzo, tutto però con approssimazione e quasi come in una sorta di work in progress, di pirandello in fieri. Tato Russo

[guarda il video]
07-11-2012

GIULIO CESARE

Shakespeare scatta una "fotografia" di una Roma livida e ferocemente allucinata dove sullo sfondo, al di là dei colli e dei monumenti, compaiono le nitide sagome di avvoltoi e di famelici cani rabbiosi pronti a scagliarsi con insaziabile violenza addosso a corpi mal conciati dal crollo fisico e nervoso.
La Roma disegnata da Shakespeare è una città che vive sotto un cielo di piombo, sotto l'ombra di un'ingombrante corona di ferro, una città di silenzi che si fanno culla di improvvisi rumori, assordanti; è una Roma dove si sentono scrocchiare mandibole e strofinare violentemente mani l'una contro l'altra (Casca), in cui i corpi, sfiorandosi, producono sordi suoni di lamiera (i congiurati tutti); è una Roma nascosta e privata che si raccoglie alla luce di una lampadina per produrre, poi, squarci e profonde ferite nei luoghi pubblici (ancora i congiurati); è una Roma che suona di passi solitari e furtivi (Cassio), di verità indicibili che esplodono in pensieri assordanti, in sogni maldestri (Cesare e Bruto), in visioni apocalittiche nate da menti di donne sterili (Porzia).

[guarda il video]
07-11-2012

COSTELLAZIONI

TEATRO STABILE D'ABRUZZO/KHORA.TEATRO/MOBILITA' DELLE ARTI

 

Roland e Marianne si incontrano a casa di un amico e così comincia la loro storia d'amore. Almeno, questa è una possibilità.
C'è una teoria della fisica quantistica che sostiene che esista un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne prende questa teoria e la applica ad un rapporto di coppia.
Il testo si estende in un'indagine sul libero arbitrio e sul ruolo che il caso gioca nelle nostre vite. Se tutto questo potrebbe far sembrare Constellations un testo scientifico, non è niente del genere.
Assolutamente divertente, ma disperatamente triste: è proprio il suo dinamismo intellettuale ed emotivo a rendere il testo unico e travolgente.

[guarda il video]
07-11-2012

LI ROMANI IN RUSSIA

"Li Romani in Russia" è il nuovo spettacolo di Simone Cristicchi. Si tratta di un monologo dal forte impatto emotivo, che racconta la guerra attraverso la voce di chi l'ha vissuta in prima persona. Un teatro "civile" che non dimentica la lezione dei grandi esponenti del teatro di narrazione (Paolini, Celestini, Perrotta), ma si presenta "nuovo", soprattutto nella forma, utilizzando la metrica dell'Ottava classica (quella delle grandi opere dell'epica) e il dialetto romanesco, a rendere il racconto ancora più schietto e veritiero. Il testo del grande poeta Elia Marcelli.

[guarda il video]
07-11-2012

" title="OTELLO">OTELLO

Una compagnia classica dall'impostazione fortemente attuale: questo è il Balletto di Roma coreografato da Fabrizio Monteverde.
Monteverde rivisita il testo shakespiriano lavorando soprattutto sugli snodi psicologici che determinano le dinamiche dei rapporti, quanto mai, qui, ambigui e complessi nel triangolo (mai equilatero) Otello-Desdemona-Cassio e lo ambienta in un porto notturno. Tutti i personaggi di questo Otello sono esposti al mutare degli istinti e la sensualità domina ogni legame.
Dopo il notevolissimo successo di critica e pubblico riscosso nelle scorse stagioni dal suo Giulietta e Romeo (oltre trecentocinquanta repliche per un totale di circa trecentomila spettatori), Fabrizio Monteverde torna con una nuova versione dell'Otello (essenzialmente su musiche di Antonin Dvorak), in cui rivisita il testo shakespiriano lavorando soprattutto sugli snodi psicologici che determinano le dinamiche dei rapporti, quanto mai, qui, ambigui e complessi nel triangolo (mai equilatero) Otello-Desdemona-Cassio, dove i tre vertici risultano costantemente intercambiabili grazie, si, agli intrighi di Jago, ma ancor più alle varie 'maschere' del 'non detto' con cui la Ragione combatte - spesso a sua stessa insaputa, ancor più spesso con consapevoli menzogne - il Sentimento.

[" title="OTELLO">guarda il video]
07-11-2012

TANTE BELLE COSE

Giocato sul doppio piano della commedia e del dramma psicologico, “Tante belle cose” è un lavoro fresco, vivo, pulsante di energia e comicità. Con questo suo testo l’autore, Edoardo Erba, getta uno sguardo poetico sulle fragilità umane mettendo in scena con delicata ironia i comportamenti della modernità. Un testo contemporaneo in grado di generare quella sorta di compassione da cui origina un sorriso di comprensione sulle altrui debolezze. Motivo per cui un regista cinematografico come Alessandro D’Alatri ha deciso di assumere con entusiasmo la direzione dello spettacolo. Orsina, la “hoarder” in questione, avrà il volto, la simpatia e la spontaneità di Maria Amelia Monti, mentre il personaggio di Aristide sarà affidato alle suggestioni di Gianfelice Imparato. Accanto a loro gli ottimi Valerio Santoro e Carlina Torta.

[guarda il video]

Valid XHTML 1.1 | Valid CSS 2 | WAI Double A