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QuestoTeatro

20-03-2018

VESTIRE GLI IGNUDI IN SCENA A L'AQUILA PER LA STAGIONE DEL TSA

Sesso, inganno e perdono in una commedia per nulla scalfita dal tempo anzi attualissima ed emblematica per raccontare i nostri giorni, va in scena per la Stagione Teatrale Aquilana, organizzata dal Teatro Stabile d'Abruzzo, Ridotto del Teatro Comunale, giovedì 22 marzo, ore 21,00, e venerdì 23 marzo, ore 17,30, VESTIRE GLI IGNUDI di Luigi Pirandello, adattamento e regia di Gaetano Aronica, scene e costumi Antonia Petrocelli, disegno luci Luca Pastore, con Andrea Tidona, Gaetano Aronica, Vittoria Faro, Stefano Trizzino, Barbara Capucci, Fabrizio Milano.

Una giovane donna, Ersilia Drei, viene ritrovata in fin di vita in un giardino pubblico. La sua storia, raccontata da un giornalista, sale alla ribalta delle cronache e diventa un caso nazionale, ma le dichiarazioni della donna provocano uno scandalo che pare trasformarsi in un intrigo inestricabile. Chi è questa donna? E chi sono gli altri personaggi di questa storia che sembra uscire dalle pagine dei giornali di oggi o da un format televisivo specializzato in fatti di cronaca?
"Il flusso di coscienza della protagonista - spiega il regista Gaetano Aronica - è lo specchio deformante che smaschera la vera natura degli altri personaggi, facendone emergere il lato oscuro, a tratti terribile. Durante questo percorso di formazione e trasformazione, Ersilia si scoprirà "donna" in un modo diverso da come si è sempre sentita e assumerà una nuova coscienza di sé. Il testo è attraversato da una violenza sotterranea, da una volontà di sopraffazione che è per i personaggi del dramma, ragione stessa del proprio vivere. Tutti cercano di dissimulare il desiderio di trasgressione con un pietistico sentimentalismo e un buonismo di facciata sotto i quali si nasconde il più spietato egoismo. Vestire gli ignudi è una storia di sesso, potere e visibilità mediatica che sembra scritta ai giorni nostri. Ed è soprattutto la storia di una libertà, di una ribellione ad una società imprigionata nei meccanismi
della forma. Il contrasto fra maschile e femminile si incarna in quest'Opera, nelle celebre dicotomia pirandelliana tra Forma e Vita. Gli uomini, ingabbiati nel ruolo sociale, agiscono soltanto per dovere, privi di un mondo affettivo; il freddo, vuoto formalismo impedisce loro la possibilità di un autentico impulso vitale. Ersilia è tutta nel suo moto interiore, nei suoi sentimenti, nella sua capacità di mettersi a nudo.
E' straniera in un mondo che non riconosce e che non la riconosce se non come corpo da usare, consumare, azzannare, dilaniare. Il cannibalismo dei personaggi sta tutto qui: nel nutrirsi di ciò che ad essi manca e non possono avere: la Vita, che scorre libera e pulsa nelle braccia di Ersilia come fosse un animale ferito, la Natura stessa in gabbia. Ma Ersilia è davvero una vittima o è consapevole del gioco sociale a cui partecipa?
Pirandello scrisse Vestire gli ignudi nel 1922, mentre I Sei Personaggi in cerca d'autore imperversava con successo sui palcoscenici d'Europa. Ho sempre pensato che il fantasma di quel capolavoro dovesse ancora aleggiare nella mente dello scrittore. Non a caso, Ersilia Drei è considerata a più voci come il settimo personaggio pirandelliano in cerca d'autore, con una differenza: quelli compaiono evocati dalla mente di chi li ha creati; lei arriva direttamente dalla strada. Non ho potuto fare a meno di pensare al Pirandello lacerato dai problemi quotidiani, dalla follia, dal desiderio di un amore impossibile, dalle visioni, dalle sue ossessioni di uomo e di artista. E l'ho immaginato solo con i suoi fantasmi, perso nel teatro vuoto, prigioniero delle grandi invenzioni contenute nei Sei Personaggi, che hanno trasformato il teatro contemporaneo: la scena "nuda" e la recitazione "vera"".
Una produzione Fondazione Teatro Pirandello Valle dei Templi Agrigento.

Informazioni: TSA 0862 62946 botteghino 086.2 410956 - 348 5247096

 


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