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QuestoTeatro

06-02-2018

ASCANIO CELESTINI IN SCENA A L'AQUILA CON LAIKA

Tra cielo e terra con un maestro dell'affabulazione, che sa divertire e commuovere, va in scena, per la Stagione Teatrale Aquilana, organizzata dal Teatro Stabile d'Abruzzo, Laika, uno spettacolo di e con Ascanio Celestini, Gianluca Casadei alla fisarmonica e la voce off di Alba Rohrwacher, giovedi 8 febbraio, alle 21.00, e venerdì 9 febbraio, alle 17.30, Ridotto del Teatro Comunale di l'Aquila.

"In Laika -spiega Ascanio Celestini- i personaggi vivono ai margini della narrazione alla quale siamo abituati. Personaggi che non hanno alcun potere e spesso stentano a sopravvivere, ma si aspettano continuamente che il mondo gli mostrerà qualcosa di prodigioso. Ci credono talmente tanto che alla fine il prodigio accade. Ignorano il potere di Dio o degli eserciti. La loro forza e la loro debolezza sono la stessa cosa, per questo, pur essendo ai margini della società vorrei che riuscissero a rappresentarla per intero.
Questo spero di provocare: che lo spettatore professionista borghese, il giovane laureato o lo studente che ancora vive coi genitori si identifichi in un barbone o in una prostituta rumena, non perché vive la stessa condizione sociale, ma la stessa condizione umana".
Laika è un piazzale nel quale si incontrano la fatica e l'umiliazione del lavoro, la rabbia e la solidarietà di chi non ha nulla da perdere e per questo riesce ad alzare la testa.
Tornando dal bar il personaggio narratore (un ubriacone? un povero cristo qualunque?) racconta a Pietro, col quale divide un monolocale, i prodigi ai quali ha assistito. Nulla di inspiegabile, ma proprio per questo straordinari. I prodigi della solidarietà tra gli umili. Della vecchia che insegna alla prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro, che i libri nelle biblioteche sono gratis e che anche i musei un giorno al mese aprono le porte anche ai barboni. Ed è proprio il barbone, che in questa storia dorme nel parcheggio di un supermercato, a cucire insieme tutte le storie. L'ultimo tra gli ultimi. L'unico che nemmeno parla. Ma anche quello che, sopravvissuto alla traversata del deserto e del mare è finito in quel mondo sotterraneo del lavoro che produce per tutti, ma che non è visibile a nessuno.
Una produzione Fabbrica con RomaEuropa Festival 2017 e Teatro Stabile dell'Umbria.
Per informazioni: TSA 0862 62946 botteghino 086.2 410956 - 348 5247096

 


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