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15-06-2017

IL TSA OSPITE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE MARAMEO

Il Teatro Stabile d'Abruzzo sarà ospite della vetrina "Palla al centro", nell'ambito della XIX edizione del Veregra Street Festival e del prestigioso Festival Internazionale Marameo che propone spettacoli di Teatro Ragazzi dal 19 al 21 giugno a Montegranaro, Fermo.
Il TSA, in collaborazione con Classemista, porterà in scena nella giornata di apertura, lunedì 19 giugno, alle 22,30, presso il Campo dei Tigli, Arena Carifermo - Teatro 2, con ingresso gratuito, GLI STIVALI DEL GATTO liberamente ispirato alla favola omonima di Perrault, con Santo Cicco, Martina Di Genova e Roberto Mascioletti, scene e costumi Antonella Di Camillo e Daniela Verna, musiche e canzoni di Paolo Capodacqua, ideazione e regia Mario Fracassi.
"Palla al Centro", che ospita tra l'altro compagnie dal Guatemala, Ucraina, Canada, Francia e Spagna, è un progetto itinerante condiviso con la Regione Abruzzo, Regione Marche e Regione Umbria ed è non solo un importante momento di aggregazione ma anche strumento forte di promozione culturale e territoriale.
Lo spettacolo del TSA si presenta come uno scherzo leggero e irridente, dove tutte le situazioni che possono prestarsi alla risata, allo sberleffo, al nonsense e all'effetto comico sono amplificate ed accentuate dagli interventi dei personaggi come in una sorta di viaggio fantastico, con il trionfo della bizzarria e del gioco.

"Abbiamo voluto leggere in questa fiaba - spiega il regista Mario Fracassi- un riferimento esplicito alla Maschera e alla Commedia dell'Arte, trasformando il costume del "Gatto con gli stivali" (che indossa il giovane ragazzo) in una sorta di costume che rimanda all'idea di un Pulcinella o un Arlecchino.
E' il regno del divertimento puro, è sorpresa, è un lavoro leggero e ironico. Sì, è una storia dove trionfa la fantasia delle trovate continue, degli equivoci e del surreale, dove la Commedia dell'Arte si mescola con l'avvicendarsi delle storie, dove l'allegria ed il grottesco la fanno da padroni. Ma non temete: alla fine, anche stavolta, non solo salveremo la Principessa (è una favola, no?) ma quasi quasi le troveremo anche marito. O no.
Un giovane e sfortunato ragazzo si traveste da Gatto (assumendo su di sé il ruolo dell'eroe e, dunque, del bambino), usando l'astuzia e l'inganno, si procura ricchezza e felicità facendosi beffe del potere costituito; tale potere è rappresentato da un Orco da operetta...
Il ragazzo, terzo figlio di un povero mugnaio, riceve in eredità una maschera e un vestito da gatto. Naturalmente è disperato, ma, quando capisce il valore dell'eredità che il padre gli ha lasciato...
Nella commedia c'è un re, con due grandi problemi che non lo lasciano invecchiare in pace:sua figlia, la principessa, rifiuta tutti i numerosissimi pretendenti perché aspetta il vero amore per sposarsi e in tutto il regno non c'è più traccia di un coniglio, il piatto preferito del vecchio re. Il re ha a sua disposizione molti cacciatori, ma nessun uomo caccia meglio del gatto con gli stivali che riesce a catturare molti conigli, e ogni giorno ne fa dono al sovrano da parte del suo padrone, il marchese di Carabàs (che poi è sempre il ragazzo con la maschera da gatto). Sia il padre che la bella e nubile figlia sono sempre più curiosi di conoscere il loro benefattore e arriva il giorno in cui il Gatto accetta di condurli da... lui. Il ragazzo è ben felice di presentarsi come marchese di Carabàs e anche di sposare la principessa, ma un nobile deve possedere ricche vesti, terre e un castello!
Il regno confinante appartiene al terribile orco Popanz di cui nessuno conosce il ver aspetto, poiché Popanz è capace di infinite metamorfosi; proprio sfruttando le doti magiche e lo stupido orgoglio dell'orco, il gatto lo induce a trasformarsi in un topolino e se lo mangia in un sol boccone".

 

 


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