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IL TSA NELLA RASSEGNA TUTTA UN’ALTRA STORIA

Va in scena a Nereto, nell’ambito di “Tutta un’altra storia”, rassegna di teatro per ragazzi, organizzata dall’associazione culturale “L’isola che non c’è” e Terrateatro, martedì 30 luglio, alle 21,00, teatro Bertolt Brecht, una produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con Terrateatro Dottor Jekyll e Mister Hyde tratto da R. L. Stevenson, con Cristina Cartone, Luca Settepanella e Ottaviano Taddei, regia Ottaviano Taddei, musiche originali Alex Ricci e 2Moellers, costumi e scenografia Terrateatro, animazione stop-motion Fabio Di Evangelista.

Il romanzo di Stevenson “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” -spiega il regista Ottaviano Taddei- è stato scritto nel 1886 ed è oramai considerato uno dei testi più famosi e più letti. Già nel primo capitolo, in cui si narra del “conflitto tra una strada e una porta”, si comincia a respirare l’aria di mistero tipico dello stile del “romanzo gotico”. Scritto anche per opporsi alla letteratura puritana del periodo vittoriano, rappresenta l’eterno conflitto tra il bene e il male. Ovvero tra il tranquillo, incerto, fragile Jekyll e il crudele e sordido Hyde. Eppure, non bisogna fare l’errore di considerarli come due opposti: Hyde è qualcosa che vive all’interno di Jekyll, più esile di lui, sembra anche fisicamente contenuto nell’altro corpo. E’ la regressione della specie, la minaccia che si possa anche tornare indietro nella scala dell’evoluzione. L’avvocato Utterson non è solo colui che cercherà di risolvere questo mistero inestricabile, ma è il personaggio attraverso il quale si sviluppa tutta la vicenda. Solo alla fine scoprirà la verità, ma anche qui, a condurlo alla scoperta del tremendo destino di Jekyll, sembra essere, appunto, quell’Hyde che parrebbe voler essere disperatamente smascherato. In questa trasposizione teatrale si segue la strada del giallo, del poliziesco, ponendo l’attenzione sull’ambivalenza dell’animo umano, non solo in senso negativo: dentro di noi ci sono modi diversi, a volte opposti, di vedere le cose, di interpretarle, di viverle. La tematica intende porre l’attenzione sul carattere volubile e non ancora formato degli adolescenti, sul pericolo che corrono di non avere punti di riferimento che li possa mettere sulla buona strada, per aprire quella “Porta” giusta che li indirizzi in una delle direzioni possibili.

Per ulteriori informazioni tel 347 043 3481

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