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IL FU MATTIA PASCAL

TEATRO STABILE d’ABRUZZO

AUDITORIUM GUARDIA FINANZA
Venerdì 1 marzo ore 21,00 Turno A e B

T.T.R. il Teatro di Tato Russo
IL FU MATTIA PASCAL
di Luigi Pirandello
regia Tato Russo
con Tato Russo

Ho ridotto per la scena molti romanzi. Più d’ogni altro Il Mattia Pascal mi ha imposto un ritmo forsennato di rifacimenti e rielaborazioni. Un Pirandello troppo giovane, che in sé covava il germe di tutto quello che sarebbe stato, non era facile da ridurre a un tutt’uno omogeneo. Nel romanzo si rincorrono e si agitano infatti tutti i temi che saranno svolti con coerenza acquisita negli anni successivi e che formeranno poi la poetica costante del teatro pirandelliano: si sommano infatti le esperienze giovanili legate al mondo siciliano con le indagini piccolo-borghesi dei vari giuochi delle parti, per sovrapporsi poi alle tematiche del mito e alle intuizioni parafilosofiche dell’età di mezzo, tutto però con approssimazione e quasi come in una sorta di work in progress, di pirandello in fieri.

L’idea registica tuttavia ha concorso a tracciare la strada, ha favorito il percorso drammaturgico e ha dato unità di stile e di intenti alla messinscena. Ho immaginato un gran luogo dei ricordi, uno spazio vuoto di memoria, una perenne evocazione di fantasmi, un sorgere di anime vaganti che man mano prendevano i colori dei personaggi e degli interpreti. Per sottrazione, brandelli di memoria sono stati portati via, come frammenti di esistenza lontana. E con mia sorpresa sono rimasto incantato da come la stessa impostazione scelta per il racconto drammatico svolgesse dall’interno delle sue ragioni la sua strada naturale. Se la regia è e deve essere un progetto organizzativo di parole pensieri e opere, di uomini e tecniche di comunicazione, mi è parso questa volta che uno spirito guida aleggiasse sulle soluzioni e sulle suggestioni volta per volta ricreate: i fantasmi del racconto si sono incontati certamente con i fantasmi del teatro e gli attori hanno incominciato a viaggiare con grande naturalezza tra personaggi e maschere. Non mi resta da spiegare altro. Spero che l’intuizione che è alla base della regia e della riscrittura sia colta come un dato non mistificatorio ma perfettamente aderente alla realtà del racconto. Buon divertimento.
Tato Russo

La locandina

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