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DECAMERONE
Regia di Sebastiano Nardone
Con Sebastiano Nardone, Giuseppe Bisogno, Elena De Ritis,Barbara Nay, Danilo Proia

Teatro Stabile d’Abruzzo
ATAM Associazione Teatrale Abruzzese Molisana
Laboratorio Teatrale "Orazio Costa" – Teatro Italia

Quella di Ciappelletto è la prima novella del “Decamerone” ed è senza dubbio una delle più note per l’originalità della vicenda che propone, e per l’irresistibile comicità. Il personaggio di ser Ciappelletto e la sua confessione sono stati interpretati in vari modi dagli studiosi; alcuni, per esempio, concordando con De Sanctis hanno visto in Ciappelletto un personaggio che si prende gioco della religione e dei suoi ministri, Benedetto Croce, invece, vede l’uomo arguto, astuto e intelligente che si compiace di riuscire a volgere a suo vantaggio ogni situazione; un altro grande critico del “Decamerone”, Russo, vede l’ammirazione e l’esaltazione dell’intelligenza umana e dell’abilità di un individuo di saper uscire da una situazione difficile e farsi beffa di altri uomini.

In ogni caso, quelli sono gli anni del grande sviluppo delle città, dell’affermazione dei nuovi mercanti e imprenditori in contrasto con la vecchia nobiltà feudale. Le regole del mondo aristocratico vengono sconvolte da queste novità sociali e gli antichi ideali dell’onore, della fedeltà e del coraggio vengono progressivamente sostituiti dalla esaltazione dello spirito imprenditoriale, dell’intelligenza accorta e magari dalla furbizia spregiudicata e utilitaristica. La stessa vita cittadina, con i suoi commerci e con lo sviluppo dei suoi affari e dei giochi politici per il potere esaltava tutte queste capacità.

Solo cinquant’anni prima, Dante con la “Divina Commedia” aveva costruito un quadro grandioso del medioevo morente: un mondo unitario e organico, frutto della creazione e della provvidenza di Dio; era Dio e non l’uomo che animava ogni cosa e che a ogni evento dava senso e significato. Il mondo in cui si muove Boccaccio e che ispira la sua vena creativa è in contrasto con la tradizione medievale, per la quale esistevano i gruppi, gli ordini religiosi, le congregazioni, le corporazioni mercantili o artigianali nelle quali l’individuo scompariva, Boccaccio in sintonia con una nuova cultura mira soprattutto a dare risalto all’individuo preso per se stesso con i suoi vizi e le sue virtù. In tale prospettiva, quindi, il singolo individuo, modernamente, si assume tutta la sua responsabilità e il personaggio letterario è quanto mai vitale con tutta la corposità del personaggio reale.

La seconda novella, che potremmo intitolare: “Il falcone di Federigo degli Alberghi”, fa parte della quarta giornata, nella quale la “regina” di turno, Fiammetta, ordina che tutte le storie abbiano per argomento le disavventure di un innamorato concluse poi felicemente. Una novella che tratta d’amore di avventura, strettamente imparentata con la letteratura “cortese”, d’origine provenzale, che Boccaccio da lettore amava tanto e sulla quale si era formato. Una novella che esalta la grandezza d’animo, il senso dell’onore, della lealtà, della fedeltà ai propri ideali.
Ma poiché Boccaccio è sempre attento alla realtà che lo circonda, anche questa novella risente dei mutamenti sociali in atto ai suoi tempi.
Nonostante gli aristocratici modelli letterari, si insinua in quell’armonia, che lo scrittore rimpiange, l’ombra del cambiamento. Il mercante si impone sempre più al fianco del cavaliere a denunciare un inevitabile itinerario che dalla “cortesia” precipita, inesorabile, verso la borghesia.

La locandina

Regia
Sebastiano Nardone
Interpreti
Sebastiano Nardone, Giuseppe Bisogno, Elena De Ritis,Barbara Nay, Danilo Proia

Dove e quando

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